Conte riferisce in Senato: continua la crisi a bassa intensità del governo

Conte riferisce in Senato sul caso Russiagate

Di Paolo Muttoni

È una giornata di fuoco, e non per i 40° gradi all’ombra che ho fuori dal pianerottolo, ma a livello politico.

Oggi il premier Conte ha cominciato alle 15 con il Question time alla Camera, per poi passare alle 16:30 al Senato qui la situazione si è scaldata.

Conte nella sua informativa non ha veramente detto nulla di rilevante, difatti ci si aspettava che avendo lui la delega ai servizi segreti potesse avere qualche notizia più approfondita in merito all’incontro tra i russi e Savoini. Invece no. Tutto spiegato nei dettagli, ma è tutto ciò che abbiamo già trovato sui giornali. Savoini non ha alcun incarico di collaborazione nel governo italiano, ed ogni incontro istituzionale ha cui ha presenziato è stato per espressa richiesta del ministero dell’interno.

Andiamo però sul dibattito parlamentare, molto acceso. Partiamo dell’irrispettoso comportamento del PD, quelli del “non faremo opposizione come voi”, che prima hanno continuamente interrotto il premier (molto indispettito) durante la sua informativa. Per poi passare all’attacco, come è giusto che sia in quanto rappresenta il maggior partito d’opposizione, meno legittima invece la supponenza con cui hanno parlato gli esponenti del PD, quella supponenza di chi si crede il migliore, di chi è un santo sceso in terra. E ricordiamo a tutti che il PD fino a 400 giorni fa era al governo da 7 anni, quindi sentire fare i moralisti coloro che fino al giorno prima hanno governato, fa ridere. E per concludere l’atteggiamento di quelli del PD uso le parole del capogruppo Romeo (Lega) oggi in senato “[…] continuate cosi che siete i nostri migliori alleati […]”

Va anche detto, prima di passare al comportamento dei 5S, che il Pd è apertamente spaccato. Renzi con un post sui social ha annunciato una diretta alle 19:00, dato che aveva chiesto di poter parlare a nome del gruppo ma gli è stato negato. Tuttavia, lo stesso Renzi, ha ottenuto una vittoria dato che il capogruppo PD Marcucci ha annunciato una mozione di Sfiducia nei confronti di Matteo Salvini.

Arriviamo ai 5Stelle. Poco prima che Conte cominciasse a parlare in senato la maggior parte dei 5stelle si sono alzati e sono usciti dall’aula. Un gesto clamoroso.  Che anche lo staff comunicativo dei 5S non riesce a spiegare, c’è  chi dice che era una protesta contro Salvini che non si è presentato, c’è chi dice che invece era una protesta contro il premier Conte che ieri sera ha dato il via alla TAV, un colpo bassissimo per i 5 stelle.

Quale sarà il futuro del governo?

Chi lo sa, ci vuole veramente la bacchetta magica dato che ogni tipo di schema tradizionale è saltato. Potrebbe cadere fra un’ora, come potrebbe non cadere. La sensazione è che stiamo vivendo una crisi di governo a bassa intensità, cominciata il 1° di Maggio e non ancora conclusa, e la soluzione più ragionevole per terminarla sarebbe un rimpasto (silurando, in termine figurato, la Trenta e Tonninelli) invece che far cadere il governo. Ed è con questa ultima considerazione che chiudo: credo che Salvini non faccia cadere il Governo per un motivo molto semplice, sa già che è pronto un governo tecnico di responsabilità con tutti dentro, fortemente spostato a sinistra, che distruggerebbe il paese. È forse è meglio evitare altri 2011

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