Virginia Raggi: “Casapound, via la scritta dal palazzo occupato”

Via la scritta di Casapound dal palazzo occupato – La volontà di Virginia Raggi di cancellare la storia

Si diverte così Virginia Raggi, la “sindaca” di Roma (per essere simpatici a Boldrini e compagni vari). In un suo tweet sul famoso social, la pentastellata afferma che non ci sono più scuse per chi semina prepotenza, “eliminare subito la scritta abusiva di Casapund”.

Così su Twitter l’amica delle buche e delle stazioni metro blindate:

“Ripristiniamo la legalità. Oggi notificato atto che impone di eliminare la scritta abusiva di #Casapound dall’edificio occupato in via Napoleone III simbolo della prepotenza.”

Virginia Raggi davanti la sede di Casapound

A quanto pare, al sindaco della Capitale d’Italia, interessa più giocare a fare la dura contro un gruppo di attivisti politici che contro chi delinque quotidianamente. Roma è sotto attacco da bande criminali da anni. Zingari e immigrati hanno ormai invaso tutte le principali stazione della metropolitana. Tra scippi e rapine, la città più bella del mondo è diventata invivibile, addirittura i turisti hanno paura a recarsi in alcuni luoghi e a utilizzare i mezzi pubblici. Li comprendiamo anche, magari rischierebbero di andare a fuoco. Caro sindaco non è Casapound il problema di Roma.

Non si è fatto attendere anche il tweet di Laura Boldrini:

“Giusta la rimozione della scritta. E adesso si proceda a #SgomberareCasapound e a restituire alla collettività il palazzo nel centro di Roma. Le case vanno assegnate a chi ne ha bisogno, via i “fascisti del terzo millennio”

Chiudendo tutto con l’hashtag che in queste ore sta facendo il giro di Twitter: #Casapound

Tanti sono i commenti che stanno affollando la notizia lanciata dalla pentastellata romana. Molti cittadini si chiedono se arriveranno mai gli sgomberi nelle periferie romane ai danni di Rom e Sinti e soprattutto se la Capitale rivivrà mai un periodo di pace, ordine e pulizia. Una soluzione potrebbe anche esserci, ma per ora è impossibile. Presto terminerà il mandato grillino e forse, e dico forse, qualcuno potrà andare a governare per bene la città eterna.

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