Manifestazione nazionale organizzata dal comitato Liberiamo l’Italia: intervista a Leonardo Sinigaglia

di Giorgio Campanale


Secondo molti, l’Italia è a un bivio: continuare un processo di unione politica, per la creazione degli Stati Uniti d’Europa , oppure difendere la sovranità Italiana, attuando la Costituzione e completando un processo di indipendenza dall’Unione Europea.

Quest’ultima strada è la via scelta dal comitato Liberiamo l’Italia, nato in maniera spontanea dalle menti di cittadini Italiani, da Nord a Sud, che hanno deciso di voler dare un taglio netto al rapporto fra Italia e Bruxelles.
Per questo, il comitato ha indetto una manifestazione nazionale e apartitica, il 12 Ottobre 2019, a Roma, dove migliaia di Italiani potranno esprimere la loro volontà di difendere l’indipendenza nazionale e la libertà del popolo italiano da vincoli liberisti imposti dall’Unione Europea.

Dal sito del loro comitato, proviene un messaggio chiaro: “ Usciamo dalla gabbia della UE! Riprendiamoci la sovranità monetaria! Riconquistiamo la democrazia! Applichiamo la Costituzione del 1948! Lavoro e dignità per tutti!” Alla manifestazione non saranno ammessi simboli di partito, ma solo il tricolore della Repubblica.

Incuriositi da queste parole, abbiamo deciso di intervistare uno dei membri più giovani fra i fondatori del Comitato Organizzatore, Leonardo Sinigaglia, studente di 20 anni proveniente da Genova, che è stato uno dei primi a pubblicizzare l’organizzazione di questa manifestazione.

G: Salve Leonardo, da dove nasce la necessità di organizzare una manifestazione del genere?

La necessità è evidente: le politiche democide che l’Unione Europea ha imposto ai vari stati nazionali stanno raggiungendo l’apice, con l’inquietante prospettiva di un “Grande Fratello” continentale fondato sull’austerità e l’autocrazia dei mercati. Questo scenario è un qualcosa di repellente, ed ogni persona che abbia a cuore la sua casa, la democrazia, la sua comunità e, più in generale, gli ideali universali di pace, libertà, fratellanza ed uguaglianza deve sentirsi mobilitato ed essere disposto all’azione. La necessità della manifestazione nasce dal naturale istinto di auto-conservazione.

G: A chi è rivolto l’ invito per la manifestazione?

L’invito è rivolto ad ogni persona che abbia a cuore gli ideali sopracitati e che si riconosca nei valori che hanno ispirato e pervadono la Costituzione della Repubblica. E’ un appello alla cittadinanza in quanto tale, un’appello che mira a portare unità e a rimediare al clima di diffidenza ed indifferenza causato dai partiti istituzionali sin dall’inizio della cosiddetta “Seconda Repubblica”.


G: Fra informazioni dell’evento possiamo notare un invito a non portare oggetti raffiguranti simboli politici, ma solo tricolori : cosa rappresenta questa scelta dal punto simbolico?

Noi ci sentiamo eredi e in perfetta continuità del patriottismo rivoluzionario democratico, che da Buonarroti alla Resistenza, passando per Mazzini, Pisacane, Mameli, Garibaldi, le camicie rosse, Corridoni e gli Arditi del Popolo ha lottato per la dignità e la sovranità del popolo italiano, contro i tiranni ed i nemici tanto esterni quanto interni. Occorre sottrarre il monopolio della bandiera nazionale a chi ne abusa, ossia un certo nazionalismo reazionario, imperialista e revanscista del tutto innocuo e, anzi, positivo per gli oligarchi che ora affossano i popoli. Il nostro è un patriottismo democratico ed internazionalista, è un patriottismo rivoluzionario che vede il popolo come soggetto attivo ed in grado di autodeterminarsi e di autogestirsi, non è la degenerazione gerarchica e classista dell’ideale di nazione.


G: Pensate che Costituzione possa proteggere la sovranità italiana dalla nascita di un futuro superstato europeo?

La Costituzione, la legge fondante del nostro patto sociale, è una grande difesa giuridica e un grande riferimento ideale contro gli attacchi del liberismo, ma non basta in se stessa. A difesa di questa devono porsi i cittadini che, organizzati, hanno la forza di difendere la loro libertà.


G: Fra gli aderenti alla manifestazione troviamo nomi di filosofi, come Diego Fusaro, ma anche tantissimi studenti, operai, imprenditori, lavoratori provenienti da ogni classe sociale e corrente politica. Quanto è importante l’unità del popolo in questa manifestazione?

La manifestazione sarà assolutamente popolare. Sarà una grande espressione delle istanze, della volontà e dei sentimenti del popolo. Noi non siamo che popolo e non vogliamo che essere questo.


Immaginiamo che questa manifestazione per voi non sarà nient’altro che il punto di partenza di un viaggio. Quali saranno le prossime tappe?

Noi vogliamo riottenere la sovranità. La manifestazione di Roma sarà un test, che se dall’esito positivo innescherà una reazione a catena, una vera e propria valanga. Si tratta della prima manifestazione popolare antiliberista in Italia, forse dai contenuti così schietti persino l’unica in tutta Europa. Siamo pronti ad ogni evenienza.

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