L’Altra Italia, la svolta di Berlusconi – da centrodestra a centro e basta!

L’Altra Italia, la nuova etichetta politica sfornata dal Cavaliere

Di William Grandonico

Silvio Berlusconi è tornato a far parlare di sé e lo fa con L’Altra Italia. A dire il vero non si è mai messo da parte e nemmeno ha fatto in modo che i suoi più vicini lo potessero fare. Da “Parenti Serpenti”, famoso film del 1992, a “colleghi serpenti”. Il primo era un film di successo, il secondo è quello che stava vivendo Silvio Berlusconi da un po’ di anni a questa parte. Dai guai con la magistratura, ai guai politici, fino a quelli famigliari per arrivare a quelli di partito. Un mix di problemi che non hanno mai accasciato il Cavaliere, nemmeno quando si è ritrovato in ospedale per un serio problema al cuore, lui, guerriero di ferro, non si è mai dato per vinto, si è rialzato e ha continuato a lottare.

Oggi è tornato sul piede di guerra e lo fa con un nuovo soggetto politico. Nasce “L’Altra Italia” un contenitore che dovrebbe accogliere: moderati, liberali e sì tav, tutto quel mondo che non si sente rappresentato dai sovranisti e dalla sinistra. “Senza di noi non esiste un progetto di governo di centro-destra. L’Altra Italia sarà una federazione dei partiti, dei movimenti e della realtà civiche di centro-destra o vicine al centro-destra. Sono contento che in poche ore siano arrivate moltissime adesioni.” Così esordisce sulla sua pagina Facebook il Cavaliere.

La svolta di Silvio Berlusconi potrebbe sembrare un veloce rimpasto di quella Forza Italia che mai avrebbe digerito un sorpasso da parte del partito della Meloni. Un “auto-suicidio” come lo ha definito la Carfagna. Anche Giovanni Toti che con forza e convinzione chiedeva da mesi le primarie per riorganizzare il partito ha annunciato lo strappo. L’implosione del partito che ci ha liberati dalla grave minaccia dei comunisti sta avvenendo lentamente. Si sta consumando la storia di una etichetta politica che ha disegnato il modello Italia in Europa e nel mondo. L’idea dell’imprenditore meneghino è chiara: coprire quell’area a cui nessuno, in questo momento, si interessa. Sarà come nel ’94, anno in cui nacque il soggetto politico che oggi stiamo salutando, a cambiare le sorti del nostro paese? Si sta riportando in vita la Democrazia Cristiana? Cosa sta accadendo negli ambienti di potere italiani?

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