Salvini spiaggiato: perbenismo a giorni alterni

di Pasquale Ferraro.

C’è una verità che ci giunge sotto gli occhi in questi giorni, una verità amara e poco benevola: la degenerazione dei costumi nel nostro Paese. Affinché il tema venisse trattato con accuratezza di analisi e con ricchezza di contenuti è stato necessario che il Ministro degli Interni e leader della Lega Matteo Salvini si sbizzarrisse al Papete Beach – sua abitudine da anni – per scatenare tutti gli opinionisti italiani.
Dopo pochi minuti, infatti, le foto del Ministro sono apparse sui social. Il giorno seguente, invece, gli stessi social e le prime pagine dei quotidiani hanno ripreso le foto di Aldo Moro – il quale, in giacca e cravatta, portava la prole al mare – a differenza di Salvini, il quale è alle prese con le cubiste e con la consolle del Papete di Milano Maritma. 
Ed ecco tutti a rimpiangere la vecchia classe dirigente, quella della prima repubblica, odiata e beffeggiata per anni, dagli stessi che oggi la piangono. 
Eppure nessuno si è chiesto vernante cose sia effettivamente cambiato: i politici non vengono da Marte, ma sono il prodotto naturale o “costruito” delle esigenze e delle preferenze della società. Sono decenni che ogni formalità si è persa, lasciando a poche categorie e a poche istituzioni la “protezione” dell’etichetta e della forma. Abbiamo acconsentito a chiunque di girare in bermuda e in ciabatte per gli uffici pubblici; ai rappresentati delle istituzioni, Consiglieri Comunali, Sindaci di sedere in Consiglio o di indossare “la fascia” in tenuta da spiaggia. Ed oggi solo perché il “truce” Salvini va in costume in spiaggia, alziamo le barricate e le grida “spagnolesche e forcaiole” di quel segmento del Paese che ha sempre pronti nell’armadio “un palo e una corda” per linciare moralmente qualcuno. Dovremmo, invece, domandarci perché si è tollerata la perdita dell’etichetta e della forma, in nome di una modernità che per quanto piena di comodità, manca di tutto ciò che abbia un senso oltre la materialità. 
Viviamo in un epoca in cui piace il “vintage”, in cui imitiamo le mode e i comportamenti del tempo che fu: cerchiamo di imparare a comportarci anche come loro. 

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