The OA: doccia gelata per i fan. Netflix cancella la serie.

di Alessio Valente

Netflix è ormai da tempo una realtà consolidata e centrale del panorama cinematografico e il mondo delle serie tv, ormai quasi autonomo e indipendente dagli altri generi, è in continua evoluzione. Ma non sempre si viaggia diretti verso la produzione ed anzi, a volte, i prodotti vengono cancellati per ragioni economiche, o di gradimento, e i progetti abbandonati prima del dovuto.

È questo il caso di The OA, una serie che ha debuttato nel dicembre del 2016 e che ha saputo da subito ritagliarsi un proprio pubblico, forse di nicchia, ma senz’altro molto, molto affezionato. Sono state tante infatti le proteste che gli spettatori hanno espresso via social, una volta appresa la notizia, delusi per la fine di una serie che era tornata sugli schermi con la sua seconda stagione da appena cinque mesi.

Un ritorno che era stato estremamente atteso, dopo i numerosissimi seminati da un finale di stagione che lasciava aperti diversi scenari. Durante l’evolversi della trama, abbiamo potuto seguire la nostra protagonista, Praire Jhonson, attraverso la sua incredibile vita fatta di esperienze pre-morte, prigionie, esperimenti scientifici e un universo multidimensionale tutto da scoprire. “

Ci piacerebbe lavorare con loro, in questa e forse in tante altre dimensioni” ha infatti dichiarato Cindy Holland, vicepresidente dei contenuti originali Netflix.
“The end of The OA”, ha dichiarato invece via Twitter laconica, ma corredando il post con un emoticon lacrimante, Brit Marling, che oltre a vestire i panni della protagonista è stata l’ideatrice e la sviluppatrice della serie, insieme al regista Zal Batmanglij.

Il naufragio della terza stagione, insomma, è stato davvero un duro colpo sia per gli spettatori che per i creatori di un prodotto che aveva ancora moltissimo da dare e che forse poteva essere ancora all’inizio di un lungo viaggio.
Un viaggio fatto di dimensioni multiple, alla scoperta dell’universo e dei suoi misteriosi misteri, che ci avrebbe posto di fronte a domande millenarie, ma elaborate in maniere estremamente innovativo. Dove andiamo dopo la nostra morte? Come é strutturato l’universo? Cosa c’é all’origine di tutto? Non lo sapremo mai; o meglio, non sapremo mai cos’avevano nella testa i due autori.

Netflix, quindi, perde un prodotto di grande qualità, che pur non raggiungendo una platea sconfinata aveva avuto modo di affascinare un buon numero di spettatori che si erano affezionati alla sua storia e attendevano con trepidazione di scoprirne gli ulteriori sviluppi, dopo l’ennesimo finale aperto molto seducente. Il tutto, a conferma di quanto sia sempre più fondamentale, nelle scelte di produzione, il pubblico di massa. Forse, a volte, anche un po’ a scapito della qualità.

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