Il Racconto della Crisi di Governo la “guerra” tra Salvini e Di Maio

Crisi di Governo: 14 mesi dopo il Governo Gialloverde è deragliato su un binario morto, il Binario della TAV.

Di Paolo Muttoni

La crisi di Governo si avvicina, ecco cosa è accaduto mercoledi in Senato, giornata in cui si è “viaggiati” tra una narrazione comica ed una drammatica. Un governo spaccato, politicamente ed anche plasticamente.

La scena madre sono 2 sottosegretari (Lega e M5S) che litigano su chi debba parlare per dare il parere del governo sulle mozioni, parla la Lega dando un parere positivo, poi un il M5S dando parere negativo. E poi quella foto, emblema di un capolinea che pare sempre più vicino, i ministri lega da una parte i ministri 5 stelle dall’altra, nessuna interazione o parola; ed in mezzo una sedia vuota, quella del mediatore assente. Conte.

Il risultato delle mozioni credo sia noto a tutti. Il dopo ha avuto conseguenze molto forti. La situazione è precipitata.

Appena il Presidente Casellati proclama i risultati, il Vicepremier Di Maio si alza dai banchi del governo e fugge via  (senza incrociare lo sguardo dei leghisti) con la stessa lemma di chi si appresta ad uscire dalla classe appena suona la campanella dell’intervallo. E poi. E poi un silenzio assordante di tutti e due i Vicepremier.

Crisi di governo: la squadra di governo M5S e Lega
Banchi del governo

Si capisce che qualcosa di grosso accadrà alle 19 circa, quando rimbalza la notizia di Salvini a Palazzo chigi a colloquio con il premier Conte. Subito dopo, alle 21 il ministro dell’interno si reca a Sabaudia per un incontro pubblico che non ha il sapore del semplice comizio, ma di un discorso cruciale.

Il Vicepremier dice meno di quanto si pensava, ma lascia trasparire di essere pronto a nuove elezioni e soprattutto si lascia sfuggire una frase che non merita ulteriori precisazioni “Qualcosa si è rotto”

A fine serata arrivano tre notizie che scuotono, e confermano come oggi qualcosa succederà. Conte, Di Maio, Salvini hanno annullato ogni incontro per “impegni istituzionali”

Arriviamo a ieri, appunto. La mattinata sembra proseguire tranquilla, senza particolari sussulti, con Salvini al Viminale, Di Maio e Conte a Palazzo Chigi. La notizia importante arriva alle 13.

L’ANSA batte un’agenzia in cui si annuncia la Salita al Quirinale di Conte, tuttavia al Colle in quel momento lo è già e dopo un’ora scarsa di colloquio con Mattarella uscirà senza rilasciare dichiarazioni.

In questa che, inutile nascondersi, è la cronaca di una crisi di governo c’è ancora spazio per tre colpi di teatro.

Il comunicato della Lega, a metà pomeriggio, in cui si dice che l’unica alternativa a questo governo solo le Elezioni, e che alcune distanze con i 5S sono “Irreversibili”. I pentastellati ribattono subito chiedendo alla lega a che gioca stia giocando.

Alle 17:00 arriva la notizia che Salvini è a colloquio con il Premier Conte a Palazzo Chigi, stesso palazzo in cui si trova l’altro Vicepremier.

Pochi minuti dopo il Presidente della camera Fico sale al quirinale da Mattarella per un breve colloquio di 30 minuti.

La situazione crolla alle 19 circa quando Salvini lancia un comunicato, che non ha bisogno di ulteriori spiegazioni, “Non esiste più una maggioranza, si torni al voto”. Pare oramai chiaro che il governo è caduto.

Un ultimo commento lo merita il Premier Conte, che ieri in tarda serata ha tenuto una conferenza stampa. L’Avvocato del popolo sveste i panni del mediatore e attacca frontalmente, anche pateticamente aggiungo, Salvini (senza mai nominarlo) dicendo che “Il governo non era in spiaggia” che “ha messo il consenso davanti al governo”.

Insomma un premier con la bava alla bocca, contro l’uomo che gli ha tolto il giocattolo dalla mano.

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