Friday for Future: Greta utile per raccattare qualche voto?

di Stefano Polidori

La giovane attivista svedese Greta Thumberg, ha lanciato un movimento denominato “Friday for Future”, che organizza scioperi e manifestazioni, in teoria per sensibilizzare le persone sul tema del surriscaldamento globale e dell’inquinamento.
Analizzando però attentamente l’evoluzione del movimento, perlomeno a Rimini, città dell’autore dell’articolo, possiamo notare come quest’ultimo, che dovrebbe essere apolitico, si è avvalso in più occasioni della collaborazione di vari partiti di sinistra o centrosinistra, come “La Sinistra” e il Partito Democratico cittadino, specialmente nella sua componente più giovane.

Ad esempio, nel corso della prima grande manifestazione ambientalista organizzata in città, hanno preso la parola il sindaco Gnassi e il segretario dei Giovani Democratici riminesi.
Nel frattempo “qualcuno” ha lasciato che gli scarichi fognari cittadini finissero in mare senza trattamenti dopo ogni acquazzone particolarmente violento, in quanto la troppa acqua non dava il tempo al depuratore di compiere il suo lavoro. Questo ha portato a numerosi danni all’ecosistema marino.

Il rimedio a questa situazione è stato trovato costruendo sottoterra vasche di contenimento che, appunto, conterranno l’acqua e gli scarichi in eccesso che si verranno a creare in caso di violente precipitazioni. Una buona soluzione, ma il piano B, in caso si riempissero anche le nuove vasche, è un loro sversamento in mare lontano dalla costa, un km e mezzo al largo. Non un’evenienza particolarmente felice, anche se questo accadrebbe con molta meno frequenza rispetto ad oggi.
Non è finita: il depuratore di Santa Giustina, che è stato elogiato recentemente dalla trasmissione “Superquark” di Piero Angela, funziona perfettamente ma scarica l’acqua dolce depurata in mare, causando danni all’ecosistema marino in quanto la troppa acqua dolce per ragioni chimico fisiche non si miscela all’acqua salata, restando in superficie senza far passare l’ossigeno in profondità.


Nel 2012, l’ingegnere Giovanni Toti, nel corso di una riunione presso il Rotary Club di Rimini, dichiarò che km comune aveva l’obiettivo di utilizzare quell’acqua per scopi agricoli, con un piano detto PSBO, dichiarazione confermata nel 2013 dall’allora Assessore all’ambiente del comune riminese.

Questo piano, però, è fermo dal 2016 e le sue tracce si sono completamente perse.
Ora, tornando all’inizio dell’articolo, non sembra strano che un movimento nato per la salvaguardia dell’ambiente appoggi senza problemi la stessa sinistra che ha permesso che tutto ciò accadesse? Perché questo non avviene? Perché non sono stati chiesti i motivi?
Forse perché, in un periodo di magra, il Partito Democratico e il suo settore giovanile, hanno trovato il modo di trovarsi tramite una finta lotta all’inquinamento, un nuovo bacino di voti giovani e “freschi”.
Alla faccia del clima.

Share This:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *