Siberia, il dramma mondiale più silenzioso della storia

di Alessio Valente

Immaginate la Lombardia e il Piemonte che spariscono distrutti dalle fiamme. Questa è la portata dell’incendio che sta divorando le foreste siberiane da giorni e che ha già prodotto una quantità di anidride carbonica pari a quella prodotta da trentasei milioni di automobili in un anno. Stime che fanno rabbrividire ma che non riescono comunque a rendere l’idea di quanto sia imponente la distruzione delle fiamme; non come le immagini satellitari, che mostrano direttamente gli oltre quattro milioni di ettari andati in fumo e stanno circolando in rete.

Vicinanza internazionale


Persino l’America, per mezzo di Trump, ha messo da parte le storiche rivalità, offrendo assistenza alla Russia. Un gesto, unico fatto positivo della vicenda, che rende “possibile ripristinare totalmente le relazioni tra Usa e Russia”, come sottolinea il Cremlino. E le preoccupazioni di Trump non sono oltretutto infondate, dato che parrebbe che la nube sprigionata dai roghi stia già raggiungendo il nord delle Americhe.
Un elemento di preoccupazione per il mondo intero, deriverebbe invece dal “black carbon”: particelle nere sprigionate dalla combustione che potrebbero depositarsi sui ghiacciai dell’Artico accelerandone lo scioglimento, a causa della riduzione della capacità di riflettere la luce di questi. Un aspetto che potrebbe dar vita a una vera e propria emergenza ambientale su scala planetaria, come avvertono da GreenPeace.
Intanto dalla Russia, accusata di non impegnarsi abbastanza nelle operazioni di spegnimento perché i costi supererebbero quelli della distruzione, fanno sapere che saranno adottati aerei in grado di agire direttamente sul clima stimolando le piogge. La compagnia federale Avialesokhrana ha infatti reso noto che attraverso lo ioduro d’argento procederà coi tentativi di ingegneria climatica in due delle regioni colpite.
Intanto lo scrittore Nicolai Lilin, noto in Italia per il suo romanzo Educazione Siberian, monitora costantemente la situazione fornendoci notizie preziose tramite i suoi profili social. A quanto pare, negli incendi sarebbero morti circa un miliardo di animali, mentre viene documentata la fuga di alcuni di essi che si avvicinano sempre di piu’ ai centri urbani per chiedere “aiuto” all’uomo, specialmente per riuscire ad avere un po’ di cibo. Ovviamente nulla da fare per i cuccioli e le specie più “lente”, condannate a perire fra le fiamme.

Ma è proprio l’uomo, che ora dovrebbe aiutare quegli animali, ad aver causato quella distruzione. Da quanto riportato, infatti, la causa degli incendi risiederebbe nel forte traffico illecito di legname. La mafia del legname, come la chiama direttamente Lilin, sembra non essersi fermata neanche di fronte al disastro causato delle fiamme ed è al momento ancora attiva. Attività portate avanti mentre avvengono scene che strazierebbero chiunque, di animali feriti e smarriti, di uno dei più grandi polmoni divorato lentamente dal fuoco, dell’impotenza umana di fronte a un dramma di tali proporzioni. Il tutto nel più assordante silenzio dei media e nell’indifferenza, di ognuno di noi.

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