PD-M5S: l’inciucio è servito?

di Leandro Castelli

Vorrei ricordare, come prima cosa, come si forma un governo: il Presidente della Repubblica nomina il Presidente del Consiglio, su proposta di quest’ultimo, i ministri, che compongono il Consiglio dei Ministri. Dopo la nomina, l’esecutivo deve avere la fiducia del Parlamento, sia alla Camera dei Deputati e sia al Senato della Repubblica, dopo aver ottenuto la fiducia, il Governo può iniziare a lavorare con il consenso del Parlamento, quest’ultimo eletto dal popolo.
Ritengo necessario ricordare questo passaggio perché, in un ipotetico Esecutivo PD-M5S, non c’è nulla di sbagliato, costituzionalmente parlando: allora perché tante critiche ancora prima della creazione di questo ipotetico governo?
I risultati del 4 marzo 2018 hanno delineato una scelta chiara: il Partito Democratico fuori da qualsiasi esecutivo, confermando questo trend anche nelle elezioni regionali ed Europee. Il Governo Conte ha i giorni contati e sempre più testate giornalistiche, voci e programmi televisivi, danno quasi per certo un esecutivo giallo-rosso e, ci tengo a sottolineare, sulla carta non c’è nulla di sbagliato.
Fino a poche settimane fa, lo stesso Luigi Di Maio aveva categoricamente escludo una qualsiasi collaborazione con il “Partito di Bibbiano”, inoltre la campagna elettorale dei Grillini era ampiamente centrata sull’attaccante qualsiasi cosa faceva il PD quando era al governo, ricordo anche Alessandro Di Battista che, a suo tempo, disse che se il Movimento 5 Stelle si fosse alleata con i responsabili della distribuzione dell’Italia, lui sarebbe uscito dal partito, ma anche i Democratici non si sono risparmiati, dicendo che il Movimento 5 Stelle era uguale alla Lega, che non si sarebbero mai alleati: allora perché improvvisamente tutta questa voglia di fare un esecutivo insieme? C’è da salvare qualche poltrona?


Per quanto mi riguarda, non credo a nessuna parola da parte dei democratici a fare un “governo istituzionale” per salvare l’Italia, anche perché, a maggio, il popolo aveva deciso a chi dare il proprio futuro in mano.


Ma qui non è questione di Costituzione o meno, ma di pudore, perché i Grillini hanno sempre attaccato il PD, e ora? Vogliono governarci insieme? Hanno paura delle urne? Ma i Grillini non erano gli stessi che, durante la scorsa legislatura, non perdevano occasione di chiedere delle elezioni anticipate, di ridare voce al popolo?
Tutti i capisaldi del Movimento 5 Stelle sono crollati da quando si sono seduti tra i banchi del governo e, ora possiamo dirlo, il M5S è sempre più simile al PD, quindi, cari Italiani, prepariamoci ad un governo Giallo-Rosso, perché la voglia di stare su quelle poltrone è più grande del coraggio di dare voce al popolo.

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