Perché un aumento dell’IVA è molto probabile?

di Samuel Tavoletti

Innanzitutto, individuiamo la prospettiva in cui si colloca tale pericolo.

Come ogni qualvolta si annuncino elezioni politiche inizia subito la gara a chi è più bravo a dimostrare i superpoteri dello Stato e metterli in atto: “aboliremo la povertà”, “andrete in pensione a 40 anni”, “garantiremo il welfare state”. In parole povere, veniamo travolti da promesse che inevitabilmente richiedono l’impiego di un enorme quantità di soldi pubblici che, per garantire il pareggio di bilancio, vengono costantemente prelevati dalle nostre tasche. È scontato ma è bene precisare che spesso tali spese non solo non costituiscono un elemento di crescita del Paese ma addirittura contribuiscono a indebitarlo e a impoverire notevolmente le tasche degli italiani. 

Ora passiamo dalla teoria alla pratica.

All’attuale Governo restano due giorni di vita e, scongiurando inciuci tra forze politiche incompatibili, molto probabilmente ad ottobre andremo al voto. 

Una campagna elettorale sta per iniziare ma la gara a chi fa la promessa più grossa è già iniziata. 

Sapete cosa voglio dal prossimo Governo?

La capacità di riconoscere i limiti dello Stato e di affidare determinati servizi alla libera impresa, nient’altro.

Solo in siffatta condizione potremmo esorcizzare un aumento dell’IVA e coronare una riduzione della pressione fiscale.

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