L’insostenibile leggerezza di voler governare con tutti

di Andriy Galtieri

In questi giorni si è ventilata l’ipotesi di un governo “giallo-rosso”, ovvero dall’unione tra le forze parlamentari del Movimento 5 Stelle ed il Partito Democratico. Cosa “strana” o quantomeno dubbia, in quanto il M5S doveva rappresentare il cambiamento, l’inversione di rotta dai vecchi inciuci di palazzo, contrario alle decisioni prese non in accordo con la volontà popolare, invece. L’unica cosa a qualsiasi costo è la voglia di governare – non importa con chi, non importa come – “Franza o Spagna, purché se magna”. Non proprio quell’esempio edificante che sbraitava alla “mangiatoia” dei partiti. Magari saremo noi interpreti dell’attualità ad essere in malafede, ma la mossa pentastellata è quanto di più odioso ed incoerente si possa fare in politica: tradire. Tradire i patti, tradire gli alleati, gli elettori e soprattutto la propria stessa parola.
I numeri:

La Camera dei Deputati è composta da 630 deputati, quindi, la maggioranza semplice – volgarmente quella per far passare le leggi ordinarie – è fissata convenzionalmente a 316, anche se solitamente si prende per maggioranza la metà più uno dei presenti in Aula.


Al momento gli schieramenti sono:


M5S: 216
Lega: 125
PD: 111
FI: 104
FDI: 33
MISTO: 27
LEU: 14


Il Senato della Repubblica, invece, essendo composto da 315 senatori, escludendo quelli a vita, 6 attualmente, raggiunge la maggioranza a 169, ritrovandosi con questa composizione:


M5S: 107
Lega: 57+1 Partito Sardo d’Azione
FI: 62
PD: 51
FdI: 18
Misto: 13
Autonomie: 8
Misto: 4


Sommando le indiscrezioni e le aritmetiche parlamentari otteniamo un risultato che a destra non piace sicuramente – e sappiamo non piacerà nemmeno alla stragrande maggioranza degli italiani – il ritorno del PD all’Esecutivo, nonostante abbia perso tutti confronti con i cittadini. Questo non è né rappresentativo, né tantomeno democratico, ma dobbiamo ringraziare Di Maio, Fico e Grillo – responsabili di questa nuova alleanza da brividi.
Per il Movimento degli onesti, questa brama di potere, questa voglia di conservare le poltrone ottenute sta diventando un’ossessione che stravolge tutto quanto professato negli anni scorsi – un po’ come il #mandatozero – e fa rivivere ai più attenti 1984 di George Orwell, in cui si dice tutto e il contrario di tutto.
Possiamo dire che sia solamente “l’insostenibile leggerezza di voler governare con tutti”? non tenendo conto del fatto che le maggioranze parlamentari non possono essere delle semplici somme di individui avvicinati da uno scopo disegnato a tavolino DOPO le elezioni, tradendo il mandato popolare. Come la massima della scuola della Gestalt che stava a significare proprio questo: “il tutto non è la semplice somma delle parti”.

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