Una chiacchierata con Eleonora Pace, coordinatrice provinciale di FdI (Terni)

di Alessio Moroni

La seguente intervista è stata realizzata con Eleonora Pace, consigliere comunale a Narni e coordinatrice provinciale di Fratelli d’Italia nella provincia ternana. Un’intervista in cui si tocca specialmente il tema delle imminenti elezioni umbre dove, a seguito dello scandalo della giunta Marini, i tempi sembrano maturi per poter avere per la prima volta una maggioranza di centro-destra.

A: Le prossime elezioni regionali in Umbria potrebbero portare, per la prima volta in tale regione, una lista di centrodestra al governo? Quando e come ritiene che ci sia stato tale cambiamento di mentalità all’interno del popolo umbro?

E: Non sarà una lista di centro-destra a governare eventualmente l’Umbria ma sarà una coalizione formata dalle liste dei tre partiti tradizionali (Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia) accompagnate probabilmente da qualche lista civica. I tempi sono maturi per il cambiamento; lo abbiamo visto in tutte le elezioni amministrative della scorsa primavera in tutti i comuni dove la coalizione di centro-destra é riuscita ad organizzarsi con i suoi candidati a sindaco, con i suoi candidati al consiglio comunale, sia nei comuni sopra i 15.000 abitanti come ad esempio Orvieto che in quelli al di sotto di tale soglia numerica dove ci presentavamo con una lista civica nella quale convergevano le tre forze politiche. I risultati importanti sono arrivati: il centro-destra ha trionfato in quasi tutti i comuni grazie al lavoro fatto dai partiti sul territorio. Il lavoro di radicamento di Fratelli d’Italia è stato lungo, ha portato alla ricostruzione di quello che era andato disperso dopo l’esperienza del Popolo delle Libertà con l’aggiunta di un’operazione di cambiamento e radicamento che siamo riusciti a fare ripartendo dalle persone presenti sin dall’inizio e trovando tante persone nuove che hanno deciso di aderire a questo progetto e che al giorno d’oggi occupano anche posizioni importanti. In passato al centro-destra faticava a vincere nei comuni dell’Umbria, in particolar modo nella provincia ternana mentre adesso esso è classe di governo e c’è necessità di trovare persone che sappiano fare al meglio il loro lavoro: ciò che stiamo vedendo in questi primi mesi in cui siamo stati messi alla prova è che i nostri eletti stanno facendo un grandissimo lavoro sia dal comune più piccolo al comune più grande, quello di Orvieto.

A: Parlando proprio di regionali quale è il programma di Fratelli d’Italia insieme alle altre liste di centro-destra per rimettere in moto la stagnante economia umbra?

E: È ancora presto per parlare di programmi perché stiamo ancora lavorando alla coalizione e manca ancora l’ufficialità del nome del candidato a presidente perché ad oggi tutti i tre partiti hanno espresso un nome da mettere sul tavolo: la Lega ha portato il nome di Donatella Tesei; Fratelli d’Italia, tramite un intervento sulla stampa di Giorgia Meloni, ha fatto il nome di Marco Squarta, portavoce di FdI e consigliere regionale, mentre Forza Italia ha espresso il nome del consigliere regionale uscente Roberto Morroni. Non siamo ancora arrivati ad una sintesi, l’anticipazione della data delle elezioni di un mese che le ha portate da fine Novembre al 27 Ottobre non ci ha permesso di fare una quadra rispetto alla suddetta candidatura: nel momento in cui ci sarà un candidato presidente lavoreremo alla stesura di un programma credibile, che possa essere declinato in tutta l’Umbria ed in particolar modo nella provincia di Terni che negli ultimi anni è stata “terra di saccheggio” da parte di tutti coloro che decidevano.

A: Le vicissitudini della giunta Marini ritiene siano simbolo di una malattia interna al mondo contemporaneo o sono possibili da debellare?

E: fallimenti della Marini li ritengo dimostrazione l’incapacità di una specifica classe dirigente che in questi anni ha dato il peggio di sé sotto tutti i punti di vista. Come dicevo prima, da abitante della provincia di Terni, voglio segnalare quanto ancora di più la loro incapacità si sia mostrata nella nostra città. La nostra provincia è stata terra di conquista degli avventori che scendevano dal nord sotto tanti punti di vista, dalla sanità alle infrastrutture senza dimenticare gli investimenti. Terni è sempre stata ritenuta il fanalino di coda della nostra regione e sta diventando, con mio dispiacere, più che una provincia del centro Italia, una provincia del Sud Italia e quindi ritengo sia necessario un enorme lavoro da parte della coalizione per far ripartire l’Umbria e per ridare nuovo slancio a Terni che, nonostante abbia avuto anche rappresentanti ternani alla guida della regione, non è stata rappresentata a dovere.

Credo che sia possibile, e necessario, un cambiamento all’interno della classe politica. Siamo di fronte ad un superamento dello scontro classico fra destra e sinistra: ora siamo al dualismo fra conservazione, rappresentata dal Partito Democratico, ed il cambiamento rappresentato dal centro-destra. Dobbiamo essere capaci di scegliere le persone migliori, che non si deve mostrare più classe dirigente capace di fare opposizione ma classe di governo, come dimostrato in tutti i luoghi in cui ci è stata data tale occasione. Nelle amministrazioni guidate dal centro-destra i nostri sindaci hanno dimostrato di saper far bene e di poter dare una sterzata al mondo politico rappresentato dalla sinistra.

A: Tale cambiamento si avverte anche nei sondaggi perché Fratelli d’Italia sembra prossima a superare Forza Italia come seconda forza del centro-destra. È possibile allargare ancor di più questo bacino elettorale? C’è spazio in Italia per una destra sociale?

E: Per quanto riguarda la prima parte assolutamente si. Per lungo tempo non abbiamo creduto, giustamente, ai sondaggi: spesso ci davano come sconfitti e sepolti dalla storia, dimostrando di sbagliare totalmente perché poi i numeri si sono rivelati ben diversi da quelli che mostravano. Ci davano come un partito che non sarebbe potuto arrivare lontano e ci irridevano anche; abbiamo dimostrato che così non era e oggi gli stessi sondaggi ci danno in vantaggio su forza Italia, rispettivamente all’8% contro il 6.5% (come rilevato dall’ultimo sondaggio letto) ma quelli a cui vogliamo far riferimento sono i numeri veri usciti alle ultime elezioni amministrative dove, in molti comuni, Fratelli d’Italia ha già superato la compagine Berlusconiana.
Per quanto riguarda la seconda parte ritengo che non solo ci sia la possibilità di ricostruire una destra sociale ma ci sia anche la necessità di saper ricostruire una destra coerente, proprio come successo in questi anni. Siamo stati, siamo e saremo una destra che è stata sempre dalla stessa parte, che non ha mai cambiato bandiera, che non si è mai buttata a seconda delle opportunità nonostante le tante difficoltà incontrate. Gli appartenenti al nostro partito hanno sempre tentato di andare avanti, anche a fatica, cercando di raccogliere il testimone della Destra sociale e oggi dopo tanta fatica e lavoro il popolo ha ben compreso che c’è solo una casa per la destra italiana, attorno alla quale stanno aderendo anche persone che in un primo momento non avevano voluto aderire. Le persone che venivano da Alleanza Nazionale e che, al momento dello scioglimento del Pdl, avevano deciso di restare con Forza Italia, stanno tornando alla casa natale guidata da Giorgia Meloni, donna capace di prendersi il testimone che Giorgio Almirante aveva lasciato.

A: Un forte bacino di voti di Fratelli d’Italia arriva dai giovani: quali sono le idee per farli avvicinare alla politica e al partito in particolare?

E: Come spiegavo prima il progetto che stiamo portando avanti partiva dal riportare nel partito le persone che si erano distaccate dal progetto ma abbiamo cercato anche di attirare forze nuove, i giovani. Durante le amministrative abbiamo avuto grandi soddisfazioni dal mondo giovanile, che si é rimesso in cammino in un momento in cui essi sono sempre più distaccati dalla politica. Loro sono abituati solamente ad ascoltare qualche spot elettorale in televisione, sentono chi alza più forte alla televisione oppure leggono le notizie aprendo i social network. La mia generazione era maggiormente interessata e ci si ritrovava nelle sedi di partito, si scendeva nelle piazze, si faceva volantinaggio, facevamo i consiglieri di circoscrizione per divenire poi consiglieri comunali, regionali e arrivare poi a rappresentare la propria regione nel parlamento italiano. Oggi è passato un messaggio completamente diverso dove i giovani di politica non si interessano e quelli che invece lo fanno non hanno adeguata esperienza perché basta un click su una piattaforma, come ad esempio Rousseau per arrivare a coprire ruoli di prestigio; questo invece di portare interesse ha prodotto l’opposto poiché, una volta messi in posti importanti senza l’adeguata preparazione, sono stati messi all’angolo dopo pochi mesi. Il giusto percorso formativo si basa sullo spiegare ai giovani cosa significa fare politica e bisogna farli partire dalle piccole cose: saper ricreare una comunità che non si incontra sui social network ma guardandosi negli occhi, stringendo la mano e facendo capire all’altra persona che sei una persona affidabile. Da qui deve iniziare il nuovo lavoro di aggregazione. Un esempio è il comune di Orvieto dove, dopo una serie di dipartite, il partito di Fratelli d’Italia era rimasto azzerato a livello numerico. Abbiamo ricominciato con un ragazzo di ventitré anni che si chiama Umberto Garbini, coordinatore provinciale dei giovani di FdI e attivo da una decina di anni: ha saputo ricostruire il partito, costruendo una lista dal niente, ha fatto fare un risultato straordinario ad Orvieto ed oggi é il presidente del consiglio comunale del paese. Lo porto come esempio perché, nonostante l’età é riuscito a compiere un miracolo, costruito non sulla fortuna ma tramite il lavoro, l’aggregazione e riportando i suoi coetanei nelle piazze tramite i volantini, i manifesti e facendo comprendere l’importanza di ciò che stavano facendo. Oggi i ragazzi vedono in lui un ragazzo da poter seguire, emulare ed anche superare. Stessa cosa é avvenuta a Narni dove in consiglio comunale abbiamo Rebecca Poggiani, ragazza di ventitré anni; a San Gemini abbiamo un altro ragazzo di ventisette anni. Ciò sta accadendo in tutti i comuni dell’Umbria dove abbiamo ragazzi giovani che si cimentano, si candidano e vengono eletti perché intravisti come solidi punti di riferimento. Il cambiamento passa sopratutto attraverso i giovani che sanno dirci le loro necessità, i loro cambiamenti e le difficoltà che incontrano quotidianamente nel mondo del lavoro che cominciano a conoscere. Chi meglio di chi vive questi problemi sulla propria pelle? 
Giorgia Meloni ha sempre rappresentato il mondo giovanile perché anche all’interno di Alleanza nazionale è sempre stata una leader di Azione Giovani, è stata anche ministro della gioventù e quindi per noi è un punto di riferimento.

A: Ritiene possa essere un bene per Fratelli d’Italia assumere posizioni più moderate per avvicinare l’elettorato di Forza Italia o è proprio il loro elettorato che, a causa di tali posizioni, sta abbandonando il partito?

E: Non credo che Fratelli d’Italia sia un partito che cambia le proprie posizioni in base al vento. Non cambiamo le posizione per andare a prendere gli elettori di forza Italia o della Lega ma sono i loro simpatizzanti che si avvicinano a noi perché vedono coerenza nelle nostre idee, che non sono mai cambiate in base alle mode ed é questo il nostro messaggio vincente. Rimanere coerenti con la propria storia, coi propri valori e con la propria tradizione. Noi non scegliamo chi deve venire ma sono gli altri che stanno scegliendo di tornare o di venire per la prima volta.
La delusione che sta crescendo attorno a Forza Italia nasce da delle idee che cambiano troppo velocemente: in Europa si sta da una parte e poi dall’altra, stessa cosa nei comuni e gli italiani riescono a comprendere la serietà e la coerenza. La nostra forza é stata la linearità del progetto dal 2012 al 2019, tramite la chiarezza delle opinioni che non sono mai cambiate.

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