Crisi di governo: i problemi emersi

di Leandro Castelli.

Da questa crisi di governo sono emerse due problematiche molto decisive e importanti, come la necessità di rifare una legge elettorale che consegni un governo con una maggioranza stabile e la necessità di cambiare la nostra forma di Stato.

Dopo il 4 marzo era chiaro a tutti che il Rosatellum non aveva dato all’Italia una maggioranza parlamentare stabile e quindi la necessità di accordi tra partiti con molte divergenze tra di loro, non garantendo la continuità di un esecutivo.
Quando fu promulgata la legge elettorale, persino il Presidente della Repubblica aveva delle perplessità, ma per dovere istituzionale ha dovuto firmare, ma già si doveva capire che quella legge era molto ambigua, perché, come detto prima, non ci sarebbe stata una maggioranza stabile.
Nei 14 mesi del governo giallo-verde, non si è pensato minimamente al problema, nonostante le critiche fatte da quasi tutti i partiti (in primis FDI) e questo è causato dal secondo problema emerso da questa crisi di governo: la forma di Stato

Con il governo M5S-Lega, si è assistito alla perdita della centralità del Parlamento, con un esecutivo che andava avanti a colpi di fiducia e di decreti, quindi un legislativo indebolito, fino a qualche giorno fa, quando, clamorosamente, si è deciso di “parlamentarizzare” la crisi di Governo, con l’ormai ex Premier Conte che sembrava un rapper intento a dissare Salvini. Ora i giochi sono ritornati in mano al Parlamento, perché la nostra Costituzione parla chiaro: ogni esecutivo deve avere la fiducia del Parlamento. In caso di accordo tra M5S e PD, il Parlamento perderebbe di nuovo la sua centralità, lasciando tutto in mano al Governo: questa situazione si sarebbe creata con una forma di Stato diversa?

La destra, storicamente, porta avanti la battaglia sul Presidenzialismo e ritengo necessario questo superamento della Repubblica Parlamentare, che crei stabilità governativa, politica e democratica, dove i governi non vengono scelti al palazzo, ma dal popolo, dove il giorno dopo le elezioni si sappia chi governerà il paese per i prossimi 5 anni.

La legge elettorale e la forma di Stato ci hanno portato ad avere, per l’ennesima volta, un paese fermo dal punto di vista politico, soprattutto in questo delicato periodo, a ridosso della legge di bilancio e nelle battaglie da portare in Europa.
I danni del Rosatellum si sono visti anche in campo europeo, perché in Italia, apparentemente, il governo e i partiti di maggioranza sembravano, in apparenza, andare d’accordo (fino alla mozione sulla TAV), ma in Europa, M5S e Lega avevano e hanno due visioni completamente diverse. È inammissibile che i due partiti di Governo abbiano diverse visioni in Europa, perché uno Stato forte è coeso sia all’interno dei propri confini che all’esterno.

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