L’asso nella manica di Salvini – come potrebbero cambiare le sorti del governo PD/5S

Salvini potrebbe cambiare il destino dell’alleanza giallo-rossa?

Di Luca Palmegiani

In questi giorni, alcuni (molti pochi a dire il vero) strenui sostenitori del governo giallo-rosso hanno tentato di difendere la scelta del segretario dem. Zingaretti e di Luigi Di Maio di formare una maggioranza alternativa con la scusa che, essendo l’Italia una democrazia parlamentare e che la costituzione cerchi di favorire un eventuale nuovo assetto politico proprio cercando i numeri in parlamento, era impossibile permettere al popolo italiano di esprimersi con il proprio voto.

Quello che non tutti sanno e che in queste ore è improvvisamente rimbalzato su vari siti d’informazione e giornali è un asso nella manica della Lega tenuto nell’ombra fino a poche ore fa. Infatti i rappresentanti del Partito Democratico, non appena risolto il nodo del premier e quindi ottenuto l’accordo per il nuovo governo, hanno invitato i colleghi leghisti a dimettersi dalle presidenze di commissioni ricoperte durante il governo giallo-verde. Ricordiamo che la Lega ha alla Camera le presidenze di : Commissione Bilancio (Borghi), Ambiente (Benvenuto), Trasporti (Morelli), Attività produttive (Saltamartini), Lavoro (Giaccone). Al Senato invece : Affari costituzionali (Borghesi), Giustizia (Ostellari), Difesa (Tesei), Istruzione (Pittoni), Agricoltura (Vallardi).

Perché ai dem. preme così tanto che i rappresentanti leghisti lascino le loro cariche? Beh, un presidente di commissione può ritardare un disegno di legge o addirittura bloccare un decreto legge. Inoltre come previsto dagli articoli 20 e 21 della costituzione le commissioni vengono rinnovate ogni due anni, quindi nessuno potrà costringere i presidenti leghisti a dimettersi. 

Immediata la risposta dei rappresentanti del carroccio, il capogruppo al senato Romeo ha ammonito i colleghi del Partito Democratico affermando che chi in realtà dovrebbe pensare a rassegnare le proprie dimissioni sono appunto i senatori dem. i quali, con il loro supporto al governo giallo-rosso, hanno tradito il popolo italiano; Claudio Borghi ha voluto poi sottolineare il grave errore di valutazione fatto da Piddini e Pentastellati che avrebbero dovuto pensare a questo nodo prima di fare il ribaltone politico. Scacco matto quindi della Lega al nuovo governo.

Tutto questo, infatti rappresenta un’importante carta per la Lega che ha ancora possibilità di interferire nell’attuazione di molte delle azioni del governo PD-CinqueStelle (fondamentale sarà soprattutto la presidenza alla commissione bilancio, ruolo chiave per la manovra economica). 

Inizia in salita il percorso del nuovo governo Conte, per Di Maio e Zingaretti si preannuncia un anno difficile. Salvini invece può stare leggermente più tranquillo, il suo asso è stato giocato e non è da sottovalutare.

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