I favoriti di Macron: Traditori della Patria e Femministe esaltate

Di Manuel Berardinucci.

Emmanuel Macron, 25° Presidente della Repubblica Francese, nel giro di poco tempo ha ufficializzato due nomine che definire discutibili sarebbe un eufemismo. Nota alle cronache è la vicenda di Sandro Gozi, fulgido esempio di eroico europeismo che, dopo aver ricoperto in Italia il ruolo di Sottosegretario agli Affari Europei durante il governo di Matteo Renzi, è stato scelto per svolgere la stessa funzione, ma al servizio della Francia. Leciti sarebbero i dubbi di chi si interroga sulla qualità dell’operato di un uomo che in Unione Europea avrebbe dovuto tutelare i nostri interessi nazionali (spesso in contrasto con quelli dei cugini d’Oltralpe), il quale poi, senza batter ciglio, è andato a prestare lo stesso servizio presso una Nazione spesso ostile nei nostri confronti. Ancora più lecite sono le perplessità di chi mette in evidenza che Gozi potrebbe aver avuto accesso a materiale sensibile e dossier riservati e sotto questo punto di vista, non rassicura  il fatto che attualmente sia un membro dell’esecutivo francese.

Ben più recente è, invece, una notizia che mette in luce l’odio anti-cristiano del Presidente Francese (ma che sicuramente condivide con molti suoi parigradi europei): è fresca la nomina, da parte di Macron, di Inna Shevchenko. Le femminista franco-ucraina farà parte del “Comitato consultivo per l’uguaglianza tra donne e uomini”. Ma chi è questa giovane donna? E’ un’estremista, esponente del femminismo più becero, che si è fatta portatrice di battaglie contro la Civiltà Cristiana, spesso in modalità indegne e vergognose. Una delle sue più note azioni è quella che svolse nel 2013, in seguito alle dimissioni di Papa Benedetto XVI, quando per festeggiare l’accaduto, profanò la cattedrale di Notre Dame, entrandovi a seno scoperto, insieme ad altre sette suoi sodali, e danneggiando a colpi di bastone la preziosa e antica “Marcel”, una campana esposta in occasione dell’ 850° anniversario del luogo sacro, scalfendola per almeno 1 centimetro. In merito a questo episodio è interessante ricordare la decisione della Corte d’Appello francese (non solo in Italia la Giustizia non è degna di essere definita tale): le femministe responsabili dell’atto vandalico sono state assolte nel 2015, mentre a due dei sorveglianti della cattedrale, rei di aver scortato all’esterno le otto donne, è stata addebitata un’ammenda da pagare.

Le Femen francesi che fanno riferimento a Inna Shevchenko, sono note anche per un altro episodio svoltosi, ancora una volta, in una Chiesa. Una delle sue esaltate seguaci entrò in una Cappella parigina, mimando l’aborto di Gesù usando pezzi di fegato di vitello. Raccapricciante.

Macron ha messo in chiaro a quale modello di femminismo attinge, quello più intriso di misandria e cristianofobia. Da cattolico mi sentirei di interpellare l’odierno Pontefice, sempre puntuale nell’entrare a gamba tesa in questioni meramente politiche, per sperare in un suo sussulto di dignità in difesa della Civiltà Cristiana, ma saprei di star parlando al vento.

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