La Trenta getta la maschera: era ministro di opposizione

di Manuel Di Pasquale.

A Salvini potremmo rimproverare tante cose: in primis l’aver staccato la spina al precedente esecutivo in modo assurdo, da cui si sapeva che la logica conseguenza sarebbe stata l’accordo tra M5S e PD. Mossa che, secondo il leader leghista, sarebbe servita per il ritorno alle urne, ma il “sistema” si è fatto trovare sull’attenti ed ha reagito incredibilmente, con la nascita del nuovo establishment di sinistra. Di questo, però, ce ne occuperemo approfonditamente in un altro articolo.

Che ci fossero dei “signor no” nel decaduto governo non era cosa nuova, nonostante questo tema sia stato esasperato. Eppure, è bastata la semplice comunicazione dei nuovi ministri per far calare alcune maschere: Elisabetta Trenta, stupita da un mancato rinnovo, non le ha certamente mandate a dire. Come riportato dalle principali testate nazionali l’ex ministro, mentre era intento a sgomberare di fretta e furia il suo ufficio, ha pubblicamente dichiarato: “Sapevo che il Movimento non mi avrebbe lasciato al ministero. Lo dico: non sono contenta, non meritavo tutto questo. Sono stata una delle persone che ha lottato più di tutti contro Salvini. Voglio stare zitta perché in questo momento potrei dire di tutto e contro tutti. Non so se Luigi Di Maio mi abbia difeso, queste cose vanno valutate a freddo e non a caldo. Adesso ho mille pensieri contrastanti. E tanta rabbia. Ma voglio fare io una domanda: il ministero della Difesa è un ministero importante, il Viminale è un ministero altrettanto importante. È opportuno che ci siano due correnti politiche in entrambi i dicasteri? Siamo sicuri che i tecnici siano abbastanza tecnici? Il mio successore è del Pd. Quindi devo pensare che Lamorgese lo sia. Non so cosa dire. Anzi, non mi va più di parlare. Ho da fare.”

Qualcosa su cui vi era più di un sospetto da tanto tempo: Salvini e la Trenta, durante l’esperienza di governo, non hanno mai lavorato in sintonia. Anzi, da una parte sembrava esservi un’opposizione costante e reiterata, specialmente sulla linea dei porti chiusi. Ecco, quindi, che la Trenta ha avuto modo di confermare quelli che erano stati i nostri dubbi in questi mesi.

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