Luigi Di Maio: Politico da prima Repubblica

Di Paolo Muttoni

Il giovane ragazzotto di Pomigliano d’Arco era l’astro nascente della politica italiana. Giovane, fresco, onesto, con tanta voglia di cambiamento.


Poi cosa è successo?


Il caro Di Maio si è scontrato con la realtà. Vuoi la sfortuna di essersi trovato per la prima volta al governo con un non-partito, vuoi l’essere un po’ incompetente, vuoi l’aver avuto la guida di due ministeri di peso, il buon Di Maio è finito schiacciato come una mela nella centrifuga. Ed in questa metafora fruttariana, possiamo dire che Salvini è la mano che spreme la mela nella centrifuga.


Ed un inciso sul rapporto Salvini – Di Maio va fatto.
Noi non possiamo sapere i rapporti personali. Senza dubbio nei primi mesi quelli che i due mostravano in pubblico erano ottimi, e agli occhi della gente questi due ragazzi rappresentavano facce nuove contro la vecchia politica palizzinara. Basta vedere le loro visite insieme a Rigopiano, ai funerali del ponte Morandi.

Detto questo, se ancora non si era capito, credo che Di Maio sia politicamente finito. E questo lui lo sa. Il doppio balzello da superministro della produzione italiana a ministro degli esteri, utilizzando termini del moVimento 5 stelle, viene definito “Fame di poltrona”.

Vedremo ora come se la caverà alla Farnesina. Speriamo solo che si limiti a fare il minimo indispensabile senza andare oltre rischiando di distruggere i nostri apparati diplomatici, provocando una guerra mondiale.

Purtroppo Di Maio poteva diventare chiunque, ha deciso di essere una goccia nel mare della politica italiana.

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