Mariastella Gelmini magistrale: contenuti e lezioni di stile dalla forzista

di Luca Proietti

Ormai sono lustri che la Gelmini non bazzica più il dicastero dell’istruzione eppure, lasciatemelo dire, quest’oggi alla Camera la capogruppo di Forza Italia ha dato una lezione, politica e di stile, a sinistra come a destra. Ad un’altra destra. In primo luogo mi piace questa scelta che ha fatto di ridefinire il perimetro semantico mediante l’abiura di tutte le declinazioni lessicali proprie del moderatismo. Ecco, pulizia nel linguaggio che così rimane gravido solamente di parole essenziali ma imprescindibili. Una su tutte: liberale.

Da qui la Gelmini ha posto la demarcazione tra ciò che siamo e quello che mai saremo. A differenza di altri oratori – anche conservatori: vedi la Meloni, e lo dico con il rispetto che merita la storia personale ancor prima che politica della leader dei Fratelli d’Italia – la forzista non ha dato il fianco ad una ben che minima retorica puntando invece le sue fiche solo sui contenuti.

Contenuti, ovviamente tipici di un partito che, negli ultimissimi tempi, pare riabbracciare, con una convinzione che sembrava ormai dissolta, le istanze di un sano individualismo metodologico. Il tutto, per altro, suggellato da una citazione di Ronald Reagan: “Il governo non risolve i problemi, li sovvenziona” . Frase quanto mai caustica se rivolta a questo governo, espressione di un neostatalismo del quale non sentivamo nessun bisogno e i cui prodromi – almeno sul piano concettuale – sono stati perfino avallati da alcune misure congeniate, costruite e appoggiate dalla stessa Lega. La Gelmini ha detto questo, si è sentita in dovere di lisciare il pelo alla parte “destruens” del suo intervento ma non ha lasciato di certo sul vago la componente “costruens”. Tutt’altro. Basti menzionare l’appello rivolto al centrodestra affinché questo possa riparametrarsi in una coalizione politicamente unitaria seppure contraddistinta da una pluralità di sensibilità culturali. L’autosufficienza di una singola forza, più che apparire alla stregua di un gesto eroico, non è altro che un’illusione e, per di più, assai pericolosa. E poi come i grandi giocatori di poker, la calata dell’asso: ovvero i tavoli permanenti di raffronto delle Destre. Un modo concreto, propositivo e pratico per dire: noi ci siamo, ci crediamo. Tanto da voler dare una nuova impronta al nostro Paese. Insieme a voi. Chapeau!

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