Pontida 2019, numeri da record. La Lega sbanca la piazza

Pontina: numeri da record e grande ovazione per Matteo Salvini

Di Paolo Muttoni

Un prato pieno, le vie laterali gremite, 5km di colonna sulla tangenziale per poter raggiungere Pontida, 80 mila persone ed un pratone mai così pieno nella storia di Pontida.

Il raduno leghista comincia sabato, con l’assemblea dei giovani leghisti che ha sancito il passaggio di consegne tra Andrea Crippa (Nuovo vice di Salvini) e Luca Toccalini nominato nuovo coordinatore federale dei giovani.
L’assemblea è stata bella intensa nella durata e nei toni con cori contro i “Traditori” Conte e Di Maio ma sopratutto con la richiesta a gran voce dell’autonomia (da parte di Lombardia e Veneto)

La Domenica già alle 7 di mattina erano presenti centinaia di persone a ridosso del palco, il chè preannunciava un’affluenza molto intensa. Dalle 7 di mattina balziamo alle 11, quando il parco era di fatto pieno (ma non pienissimo per il momento) e con l’inizio degli interventi dei sindaci, del gruppo parlamentare della Lega e dei governatori leghisti. In questo ultimo frangente i battaglieri Fontana e Zaia, oltre a fare chiarezza sul fatto che su l’autonomia i 5 stelle hanno presso in giro la lega per 14 mesi, si sono sfidati su chi avesse la bandiera della propria regione più grande ( da Lombardo dico che ha vinto Fontana)

Prima di arrivare all’intervento di Salvini, un inciso su Gad Lerner:
L’insulto “ebreo” va stigmatizzato e chi l’ha detto è un “Pirla” per quanto riguarda gli altri mugugni della piazza leghista dobbiamo dire che Lerner se l’è cercata, “se spali letame da sempre sulla Lega e poi vai a Pontida, non puoi di certo aspettarti i fiori e tappeti rossi”. Devo anche dire che il modo in cui Lerner camminava, faceva capire che lui eri per provocare e creare il caso da far finire sui giornali (bassisimo giornalismo)

80 mila persone sotto un sole cocente alle 14 di pomeriggio, aspettando Matteo Salvini. E l’entrata del leader leghista, sulle note di nessun dorma, con migliaia di bandiere, decide di migliaia di persone in piedi fa capire una cosa. Lo si può amare o odiare politicamente, ma gli va dato atto di esser riuscito ad incanalare la rabbia e la voglia di cambiamento dei cittadini in canali democratici e costituzionali.

L’intervento di Salvini mostra la nuova veste di Leader d’opposizione al papocchio gialloverde, e di responsabilità di governo. Non è un ossimoro, Salvini come centrodestra ha in mano più di 5 consigli regionali e quindi non sarà molti difficile continuare ad attivare referendum abrogativi e proposte di legge.

Per come la vedo io, il nuovo Governo non può andare avanti per molto tempo con questo consenso di piazza alla Lega. Non si può governare senza il consenso e Salvini punta tutto, ora, sulla piazza di San Giovanni del 19 ottobre (200 mila persone attese) quando il nuovo leader del centrodestra vorrà dare il segnale definitivo al governo.

Il prato di Pontida. 80.000 leghisti alla festa della Lega
In chiusura due considerazioni

Prima considerazione: Parlando qualche giorno qualcuno mi disse “Dopo salvini c’è solo un proto-hitler” dopo ieri dico che ha ragione. Essendo in piazza e sentendo il “sentiment” della gente, “l’incazzatura” è già oltre i livelli di rischio

Seconda considerazione
Di Maio ha aperto all’alleanza con il PD nelle regioni, sotto forma di un finto patto civico. E dico “che orrore” e per commentare le parole del ministro uso quelle che ha detto Zaia in piazza “Salvini non doveva staccare la spina al governo. Doveva staccare tutto l’impianto elettrico”

Segno che in Italia abbiamo l’Italia della piazza di Pontida e l’Italia del Governo giallorosso. L’unica differenza è che maggioranza nel paese e maggioranza di governo non coincidono, e questo non potrà andare avanti a lungo.

Io non so cosa diranno i talk, giornali, telegiornali. Ma da una prima rapida lettura stanno già cercando di metterla per vie traverse la situazione “Eh ma Salvini ha sbagliato” togliendo lo sguardo dalla “ciccia80 mila persone sotto un sole cocente

(Avrò sicuramente dimenticato qualcosa, ma le emozioni da trasmettere erano tante)

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