76 anni di Badoglio

Di Manuel Berardinucci

Qualche giorno fa si è celebrata l’infausta ricorrenza del Tradimento Badogliano, peccato originale di una Repubblica nata dai presunti brogli in occasione del quesito referendario nel 1946, mai smentiti con prove certe. Un retaggio di tradimento che l’Istituzione Repubblicana si porterà dietro durante tutta la sua esistenza, avvallata da un sistema costituzionale volto a tutelare più i trasformisti e la partitocrazia che l’integrità e la Nazione. Ma l’operazione trasformista più spregiudicata della storia repubblicana, è stata effettuata proprio da coloro i quali si erano dichiarati acerrimi nemici della partitocrazia. Il Movimento 5 stelle, nato come vettore democratico della rabbia popolare contro i privilegi della classe dirigente, ha dimostrato come la mancanza di visione valoriale che non sia la mera indivia sociale e l’occupazione di ruoli istituzionali da parte di dilettanti allo sbaraglio caratterizzati, esclusivamente, dal titolo di Unici Onesti, portino ad avere Deputati e Senatori disposti ad accettare tutto pur di terminare il pagamento del mutuo avviato dallo scranno del Parlamento. Razzi, Scillipoti e Alfano non avete altro da fare che prendere appunti!

Tuttavia sbaglia chi si stupisce del Patto Civico proposto in Umbria da DiMaio o dell’accordo raggiunto con il “Partito di Bibbiano” per la formazione del governo, poiché il mutamento dei pentastellati è stato graduale e solo ora ha raggiunto il suo culmine.

La prima tematica che avrebbe dovuto indicare la metamorfosi grillina è quella sul rapporto con l’Unione Europea. Tutti, almeno spero, ricordiamo Grillo inveire contro l’Euro e soprattutto la storica proposta di un referendum (consultivo) per chiedere al popolo di esprimersi sulla questione. Inoltre, nell’Europarlamento, i grillini sedevano nello stesso gruppo del politico più euroscettico del Vecchio Continente: Nigel Farage. Poi sono iniziate le giravolte. Dapprima i grillini tentarono, invano, di entrare a far parte dell’ALDE, il gruppo più europeista di tutti, trovando la porta sbarrata e sono finiti a votare come Presidente di Commissione, Ursula Von der Leyen, braccio destro di Angela Merkel ed espressione di quel modello marcio di UE, che fino a poco prima tentavano di abbattere. Il tutto giustificato dal vero Capo in pectore dei pentastellati, Giuseppe Conte, dal successo di aver portato un italiano a ricoprire un incarico importante nella Commissione.. quel che manca in tale narrazione è che quell’italiano sarà il Gentilissimo Gentiloni, che farà gli interessi di tutti tranne che della sua Nazione.

La seconda rivoluzione interne al pensiero dei grillini è quella della concezione istituzionale. Il Movimento 5Stelle era quello chiedeva di interpellare il popolo ad ogni piè sospinto, propugnatore dell’assurda idea di Democrazia Diretta (di cui è rimasta solo il voto truccato su ambigue piattaforme) ed infatti erano tra coloro che accusavano Renzi e i suoi predecessori di essere dei “Premier non eletti”. Nel momento in cui, invece, la poltrona in bilico è stata quella su cui poggiavano le loro terga, sia perché avrebbero dimezzato la loro pattuglia di parlamentari e poiché non avrebbero mai più rivisto l’Esecutivo Nazionale, hanno riscoperto il magico gioco della Democrazia Parlamentare, usata, ovviamente, dai politicanti da strapazzo per ignorare la volontà maggioritaria del Paese. Il tutto legittimamente e col pieno rispetto della Carta Costituzionale, ma con un evidente vizio di incoerenza, al contrario dei loro nuovi amici Democratici, che del Parlamentarismo (vedi partitocrazia) ne hanno sempre e coerentemente fatto un uso volto alla tutela dei loro interessi di parte.

Ed infine, la mossa più sconvolgente: il governo con chi, DiMaio, aveva definito “partito di Bibbiano”. Il Partito che, più di ogni altro, rappresenta quella casta tanto invisa al vecchio Movimento 5stelle. Riportare al governo della Nazione, pur nel pieno rispetto della Costituzione, chi era considerato il più acerrimo nemico e soprattutto chi è stato bocciato in ogni tornata elettorale negli ultimi anni, non solo è sintomo di una mancanza valoriale profonda (è inammissibile che, con serenità, si possa fare il governo con Salvini e successivamente elaborarne uno benedetto persino da Mario Monti), ma anche uno schiaffo al tanto decantato sogno della Democrazia Diretta e del coinvolgimento popolare nelle decisioni della politica (che è diverso dal far votare qualche decina di migliaia di iscritti su Rousseau).

Il Movimento 5Stelle tornerà nel nulla dal quale proviene… dopotutto, chi non ha storia, non ha futuro.  

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