L’amante del PD: Renzi torna in scena

di Luca Coppo

Sembra una storia già sentita: il vecchio ricco con la fidanzata giovane e bella, poi lui diventa troppo vecchio e così la ragazza se ne va con parte della sua ricchezza. Il PD è il vecchio ricco, ricco per essere coerenti con la storiella, ma possiamo dire che gode ancora di una buona percentuale di voti (anche nei sondaggi). Renzi, colui che si è fatto amare tanto da arrivare al 40%, dopo aver contribuito a formare un nuovo governo con i voti e seggi del PD, ora si mette in proprio. L’amante si fa strada e il Partito Democratico tutto rattristito e arrabbiato, muovendo la testa a destra e sinistra, simbolo di negazione dice: “brutta pu**ana!”.
La prostituta dopo averla pagata se ne va come niente fosse, quello che Renzi in realtà aveva detto (nel 2016) ma ha capito che la vita da mantenuto era più comoda. L’amante ora, dopo aver messo via qualche quattrino (in questo caso parlamentari), ritorna alla vita solitaria facendo la finta prostituta in giro, ancora.
I greci dicevano che la nostra vocazione è l’unità. «l’unità è il principio di ogni cosa» diceva Filolao. E ancora «l’uno è la cosa più bella delle cose create» diceva Platone nel Timeo. Gli antichi greci rappresentavano l’unità con l’armonia, descrivendola mediante nozioni di matematica e geometria. Non voglio annoiarvi parlando dell’unità, di cosa intendessero per unità i greci tuttavia credo che la politica dovrebbe funzionare in questo senso poiché dove non c’è l’uno non vi è armonia, non c’è ordine.
La sinistra in Italia non ha mai vinto giacché è maestra di scissioni e questo lo vediamo oggi, con il “pentapartito” direbbe Sallusti. L’area progressista-riformista- liberale è formata da cinque formazioni politiche: M5S, Pd, LeU, Italia Viva (Renzi), Maie (partito degli italiani all’estero). E forse tra un paio di mesi ci sarà il buon politico Carlo Calenda con il suo “Siamo Europei” lí in mezzo. Insomma, l’ordine è assente. E Mi direte che anche il centro-destra è diviso. Certo, ma il centro-sinistra — questa è una delle sue caratteristiche primordiali — dall’uno va verso il molteplice; mentre la destra dal molteplice cerca di arrivare all’uno. Quest’ultimo è costituito da partiti politici con radici storiche, ben formate e radicate nel territorio, non come i “partitini di carta” come quelli di Renzi e Calenda.
Una delle cose che non deve succedere in politica è la sostituzione dei mezzi ai fini, non considerare il potere come un fine ma come un mezzo per arrivare al fine. Il potere è un mezzo per definizione, vuol dire possedere quei mezzi di azione che eccedono la forza minima di cui un individuo possiede per se stesso. Quello che invece rende il mezzo in fine è la ricerca del potere, il quale, essendo irraggiungibile, fa dimenticare ogni altro fine e diventa l’unico, prende il posto di tutti i fini. Questo è il male più grande che può innondare la politica. Renzi, l’amante del Pd, è l’esempio

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