Un pensiero su Greta Thunberg

di Leandro Castelli.

Penso che Greta sia solo una pedina da mostrare al mondo: i giornali la venerano come la paladina che salverà il mondo, alla sua venera età già parla alle assemblee dell’ONU o al Parlamento europeo, con discorsi un po’ troppo articolati per la sua età, ma anche con tanti luoghi comuni, inoltre incolpa i potenti (gli stessi con cui va a stringere la mano) di pensare solo ai soldi e quindi di averle rovinato l’infanzia.

Detto ciò, la sua battaglia è nobile, perché è giusto preservare la natura, io amo la mia Patria, quindi la difendo anche da anche dal punto di vista ambientale, ma credo di essere abbastanza autonomo e quindi non ho bisogno di una ragazzina che mi dice di riciclare, di consumare di meno e usare la macchina il meno possibile, gli scienziati ne parlano da decenni, l’effetto serra si studia alle elementari e, se permettete, io ascolto chi è sul campo e sui libri da anni, non una ragazzina.

Un altro punto su cui vorrei soffermarmi è il seguente: a chi è rivolto il discorso di ieri? All’Europa? Agli USA? Perché la Cina e l’India non vengono minimamente toccate? Questi Stati producono il 90% dell’inquinamento derivante dalla plastica, ma la Cina è una superpotenza economico e l’India un’economia emergente, loro superano di gran lunga i livelli minimi di emissione ed inquinamento, mentre il resto del mondo viene bacchetta se supera anche solo di un centesimo i limiti prestabiliti. Quindi, i bei discorsi su quanto sia bello il mondo e quindi da salvare, altrimenti distruggiamo la vita di Greta, a chi dovrebbero essere rivolti? A noi occidentali o alla Cina e India che se ne sbattono altamente del futuro della terra e di NOI (non solo a Greta)?

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