Il voto a 16 anni. Come alla sinistra interessano i sedicenni

Voto ai sedicenni? Prima bisognerebbe chiedersi a chi gioverebbe questa proposta. Non è un caso che ad esporsi su questo tema sia stato l’ex premier Enrico Letta e che tutta la sinistra sia favorevole.

È risaputo che gli adolescenti sono facilmente manipolabili, specialmente se si tratta di questioni politiche, non perché siano poco intelligenti, ma per il semplice fatto che la maggior parte di essi non si è mai avvicinata al mondo della politica, non ha idea di quali siano i principali partiti italiani, tanto meno quali ideologie essi rappresentino. Quando si parla di questo argomento, però, si tende a trascurare l’ostacolo principale alla formazione del libero pensiero degli adolescenti, i professori (la maggioranza di sinistra ovviamente).

Non è una novità che una buona parte di essi non si faccia scrupoli a far politica in classe, non solo esponendo le proprie idee, ma cercando di inculcarle nella mente degli studenti, creando una vera e propria dittatura ideologica. Così facendo, impediscono la naturale formazione di libere opinioni dei ragazzi che magari non sanno molto di politica e vorrebbero farsi delle loro idee, senza nessun condizionamento esterno. Per questo motivo, il voto ai sedicenni sarebbe un incentivo per i docenti ad indottrinare sempre di più gli studenti, mentre questi ultimi si ritroverebbero usati dalla sinistra, consapevole di avere dalla sua parte la maggior parte dei professori. Quindi, il no al voto per i sedicenni sarebbe nel loro interesse. Se ne potrebbe riparlare solo dopo aver fatto una legge severa che vieti categoricamente agli insegnanti di fare propaganda nelle classi perché ahimè la realtà è questa. Seppur triste, è comunque ciò che ogni giorno tanti studenti si trovano a dover “sopportare”.

Emanuele Roccia

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