Lettera a Pierluigi e Matteo

Di Nicholas Pellegrini

Siamo il paese che manda i propri figli migliori, i protettori della legge, allo sbaraglio. Li manda allo sbaraglio con fondine rotte, con divise inadeguate, con mezzi non all’altezza. Siamo il paese che s’indigna per un paio di manette, per un paio di fascette legate a un delinquente. Siamo il paese dove i nostri Carabinieri, Poliziotti ed Militari non hanno libertà di operare, bensì il contrario, lo fanno con la paura perché sanno di non essere tutelati ma come già avvenuto troppe volte in passato, attaccati da una sinistra che sta dalla parte del delinquente e mai dalla loro. Giudicati da giornali che non aspettano altro per poterli condannare.

Siamo il paese dove una manganellata fa più rumore di un poliziotto morto. Siamo il paese delle scritte ACAB nei muri. Siamo lo stato che non tutela quei padri e madri che sono nelle strade ogni giorno a difenderci e che sperano solo di poter tornare a casa ad abbracciare i loro figli. Siamo lo stato che prima li ammazza e poi li piange. Siamo lo stato che ancora una volta ha perso, perché riusciamo a dividerci pure nel ricordo di due angeli. Siamo lo stato che ora piangerà ma non farà niente per far sì che tutto ciò non accada più.

Siamo lo stato che non merita la maiuscola, siamo il paese che deve vergognarsi e chiedere scusa.

Se veramente vogliamo onorare la memoria di quei due eroi, la politica si rimbocchi le maniche e chiuda la bocca, che inizi a lavorare sodo per garantire a quei difensori della legge servizi e dotazioni migliori, in modo da poter operare al meglio, in nome della legge, in nome della giustizia ma sopratutto in nome dello Stato Italiano. Ricordiamo e Onoriamo quei due ragazzi, morti perché credevano in un Italia migliore. Morti per uno stato che troppe volte gli ha girato le spalle.

Share This:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *