Centro-Destra o Destra-Centro

Correva l’anno 1994 quando, un giovane Silvio Berlusconi, scese in campo lanciando Forza Italia e costituendo, insieme alla Lega e Alleanza Nazionale, il “Polo della Libertà”, prima coalizione di centro-destra nel post “Tangentopoli”. Le elezioni furono un successo: il “Polo” ottenne il 42,8% nella quota proporzionale e, nella quota maggioritaria, conquistò 302 collegi su 475. L’esperimento dell’imprenditore proveniente dalla società civile caratterizzò, positivamente, la fase due della politica italiana. Nacque, in quell’occasione, il primo centrodestra di governo la cui evoluzione ha da sempre influenzato lo scenario politico italiano.

Oggi, a distanza di venticinque anni, possiamo ancora parlare di centro-destra?

L’attuale contesto storico-politico nazionale sembra in grado di poter archiviare questa espressione. Nemmeno lo scenario internazionale gioca in favore di quest’ultimo: la rapida ascesa delle destre nazionaliste nei paesi europei e oltreoceano hanno messo seriamente in discussione il vecchio modello di centro-destra. Se a tutto questo aggiungiamo gli ottimi risultati registrati in campo economico dalle Nazioni guidate dalle Destre, viene difficile non ipotizzare una ridefinizione dei rapporti di forza interni alla coalizione. Silvio Berlusconi sembra aver smarrito la verve che gli ha permesso di portare nelle case degli italiani, per tanti anni, quella tanto agognata “rivoluzione liberale”, di fatto mai realizzata; Matteo Salvini è riuscito a ritagliarsi la figura di leader nazionale, parlando al cuore della gente con linguaggio semplice ma meditato; Giorgia Meloni ha rimesso insieme i cocci dispersi della destra nazionale dopo la scomparsa di Alleanza Nazionale, avvicinandosi notevolmente ai numeri di Forza Italia. Principalmente, ciò di cui si è appropriata, con grande astuzia, la nuova destra targata Salvini-Meloni è lo strumento tanto caro all’ex Cavaliere: la piazza. Il luogo simbolo della politica per eccellenza, il più antico, risalente ai tempi della Grecia antica, l’agorà della pòlis, in cui prendeva vita il dibattito cittadino; uno spazio vitale di cui la politica, che vive di militanza attiva, non dovrebbe mai privarsi. E invece, i cortigiani di Forza Italia, tanto impegnati nelle loro battaglie “popolari”, alle piazze hanno preferito i comodi palazzi romani. Una scelta di campo certamente deleteria per gli azzurri che ha sbarrato la strada alla componente di destra della coalizione. Dio, Patria e Famiglia i temi principali con cui i due leader hanno infiammato le piazze italiane alla presenza di un popolo sempre più in cerca di identità. Perché oggi la destra, per milioni di italiani, rappresenta pragmatismo e concretezza in temi cruciali come sicurezza, fisco e lotta all’immigrazione clandestina. Perché le sfide globali hanno spostato il baricentro verso una destra che sa dare risposte vere, mentre la componente moderata fatica ancora a ritrovare la propria identità. Ecco il motivo per cui, oggi, il termine centrodestra risulta obsoleto e anacronistico. Meglio parlare di destra, o, se vogliamo, di destra-centro. Nelle piazze italiane sono tornate a sventolare, con orgoglio, le bandiere tricolori, segno di un senso di appartenenza nazionale che sta crescendo sempre più. Il vento è cambiato, prepariamoci a governare. L’Italia s’è Destra.

Alan Pirrone

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