Il taglio dei parlamentari è una cagata pazzesca

Il taglio del numero dei parlamentari è una cagata pazzesca, non ci farà risparmiare un bel niente e ridurrà di molto la rappresentanza nei piccoli collegi.
Ho letto delle dichiarazioni a dir poco irresponsabili da parte di politici e leader di partito, c’è chi sostiene che questa mossa “avvicinerà i cittadini alla politica”.


Ma davvero?
Ai cittadini importa cosa viene fatto in quelle aule, l’abilità di saper trasformare le leggi in concretezza, elevare la qualità della classe dirigente e dare a tutti più opportunità di scalata sociale.
Ma è inutile dirlo: è una proposta politicamente conveniente, al popolino fa piacere rivestire il ruolo dei giacobini che “tagliano le teste” alla casta.

Il mare immorale rappresentato dalla spesa pubblica in Italia non verrà minimamente arrestato da questa manovra, fa sorridere che questi “avvocati del Popolo” non vadano direttamente ai tagli di quei privilegi su cui una “casta” ha basato per davvero la propria vita e fortuna.

E’ più semplice dire che vi sono interessi intoccabili e alla gente va bene colpire la classe politica, con tutto quell’astio che ormai trova a rivestire dopo decenni di malaffare.

Nessuno qui difende i politicanti di professione, ma è necessario ricordare che i primi a difendere la propria poltrona oggi votano a favore per tagliarla.
Tanto è vero che senza una legge elettorale capace di coordinare i nostri rappresentanti in Parlamento, l’efficacia di questa direttiva sarà completamente inutile.


E’ necessario essere pragmatici e rendersi conto che non possiamo permetterci di risparmiare sui costi della politica, poiché la democrazia ha un costo e lo ha sempre avuto, giacché un parlamentare che svolge bene il suo lavoro lo sta facendo per l’intera nazione.
Diverso discorso vale invece quando abbiamo di fronte quei nominati aiutati dalle Liste Bloccate, peccato che nessuno si sia sognato di mettere in discussione questo metodo di entrata in parlamento: i listini (decisi dai partiti) sono comodi a tutti, ma sono uno dei primi esempi di cattiva politica.
Sicché gli eletti non sono altro che i raccomandati del partito, e vista l’organizzazione partitica attuale non ci vuole molto per rendersi conto che a nessuno importa della qualità dei Delfini.
La rappresentanza territoriale è già messa in pericolo da questi metodi anti democratici, se ai listini bloccati confezioniamo la riduzione del numero di parlamentari, andremo a mortificare quei territori e quei piccoli collegi che già oggi sono sfogo di personalità partitiche completamente distanti dal territorio di appartenenza.


Tutto ciò è definibile come grande irresponsabilità politica ed istituzionale.
Peccato che non si abbatterà alcuna casta in questa maniera, però se crederlo vi fa stare meglio, siate complici di questo danno alla democrazia.

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