Il taglio dei parlamentari. Che cazzata!

IL TAGLIO DEI PARLAMENTARI. CHE GRAN CAGATA

Oggi nelle stanze del potere si parlerà della riduzione del numero dei Parlamentari. Un provvedimento, bandiera del Movimento 5 Stelle, che indipendentemente dai pro e contro, è destinato a far discutere.

In cosa consiste? Nella riduzione della rappresentanza parlamentare, che passerà dai 630 Deputati attuali alla Camera a 400, e dai 315 Senatori attuali in Senato a 200, con una riduzione del 36.5% degli eletti.

Il risparmio rispetto alla spesa attuale? Lo 0.007%! E allora dove sono i vantaggi di questa riforma? Sono tutti per i parlamentari che, con la legge elettorale attuale, avranno ancora più potere nelle proprie mani, assurgendo al ruolo di plenipotenziari nei rispettivi territori.

Interi territori, bisogna dirlo, saranno sensibilmente influenzati dalla riforma: rischieranno, infatti, di non avere rappresentanza parlamentare. Perché? Andiamo ad analizzarlo con l’ausilio di freddi ma onesti, loro si, dati.

L’Italia vanta circa 61milioni di abitanti, con una rappresentanza parlamentare di 915 Onorevoli, 630 alla Camera e 315 al Senato. Allo stato attuale, significa che vi è 1 Deputato ogni 97mila abitanti ed 1 Senatore ogni 194mila.

La riforma attuale prevederà una rappresentanza parlamentare di 600 Onorevoli, 400 alla Camera e 200 al Senato. Il che significherà 1 Deputato ogni 153mila abitanti ed 1 Senatore ogni 305mila.

Vi saranno, quindi, interi territori esterni ai grandi agglomerati di metropoli e capoluoghi che resteranno privi di rappresentanza, basti pensare alle tante piccole realtà nell’entroterra appenninico.

Gli effetti? La diminuzione della rappresentanza parlamentare causerà la produzione di un’elite politica maggiormente distante, come riportato in dati, dal comune cittadino. E questo scemare della rappresentatività, a favore di un sistema più simile ad una oligarchia che alla democrazia diretta paventata dal M5S, porterà l’Italia ad essere la Nazione europea con meno parlamentari per abitante, partendo dal presupposto che meno rappresentanti in Parlamento non significhi assolutamente maggior efficienza.

Anzi, meno “poltrone” significa livellamento verso il basso della morale politica a favore dei grandi gruppi di interesse.

Economicamente, come si è detto, la risposta è un secco no. Il resto è da dimostrare. Ma la democrazia non si può far svendere da quattro pagliacci che gridano onestà mentre si aggiustano i cazzi loro.

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