L’opposizione si piega al Populismo Grillino

di Andrea Curcio

Con 553 voti favorevoli e solo 14 voti contrari una delle proposte bandiera anti-casta dei pentastellati viene accolta dal Parlamento, modificando così il testo costituzionale agli articoli 56 e 57.
Dalla prossima legislatura il numero dei senatori passerà da 400 a 200, mentre i deputati si ridurranno a 400.
Favorevole l’intera maggioranza (PD, M5S, Italia viva) e l’opposizione (Forza Italia, Lega,FDI). Gli unici voti contrari provengono da Più Europa di Emma Bonino, da Noi con l’Italia guidato da Maurizio Lupi e da alcuni parlamentari del gruppo misto tra cui Vittorio Sgarbi. Si è detto contrario anche Carlo Calenda.
Il centro-destra vota compatto a favore rinunciando così a far valere la sua storica proposta di riforma organica delle istituzioni concernente la riduzione dei parlamentari, il superamento del bicameralismo perfetto ed il presidenzialismo. Parecchi i maldipancia all’interno, alcuni votano in dissenso, tra questi l’ex ministro Renato Brunetta.
Con la riduzione dei parlamentari da 950 a 400 complessivi, la popolazione italiana si piazza penultima per rappresentatività, avendo circa ben 99.475 abitanti per parlamentare.
A fronte di una consistente riduzione della rappresentanza è da constatare nel paese la quasi assenza di cortei, manifestazioni, proteste, opposizioni di professori ed esperti costituzionalisti che nella campagna referendaria di tre anni fa si scagliarono contro la riforma costituzionale di Matteo Renzi.
A quanto pare anche questa volta la propaganda e la paura degli elettori (anche la paura della caduta del governo) sono state molto più forti della ragione e di una seria analisi in termini di efficienza democratica (tempi per approvare una legge rimasti tali e quali) e di costi della politica (risparmio inferiore a un euro per cittadino).
È doveroso evidenziare un dato di fatto: seppur abbiano dimezzato i loro consensi in un anno, i cinque stelle hanno inflitto un duro colpo agli altri partiti, costringendoli all’approvazione di una modifica costituzionale, da tutti voluta (a parole) ma mai attuata in venticinque anni.

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