Erdogan – L’Imperialista che va fermato prima di subito

Erdogan – fermiamolo subito!

Se quel colpo di stato nella notte del 15 luglio 2016 fosse riuscito, oggi avremmo un diverso corso della storia, una Turchia meno islamica e più aperta all’occidente.

Ma la storia non si fa con i se,ed i fatti sono che Erdogan quella notte lo sventò con l’appoggio dei turchi che scesero in piazza e da quel momento il sultano turco ha in scacco il paese.

Il progetto imperialista del leader turco è sotto gli occhi di tutti, non arriviamo ancora a parlare di impero ottomano, però poco ci manca. Qualche anno fa dichiarò “Turchi in Europa, fate almeno 5 figli ed il futuro è vostro” ed ora pare averlo palesato in modo completo.

Approfittando della ritirata delle truppe americane dai confini turchi, nelle zone abitate dal popolo curdo siriano, Erdogan ha lanciato un invasione di 30km dentro i confini siriani con l’obbiettivo di sbaragliare le milizie curde, usate ed abbandonate dall’occidente. L’obbiettivo di Erdogan è quello di evitare la creazione di una zona territoriale autonoma abitata da curdi siriani proprio alle porte della Turchia. Peccato che questo suo intervento stia riaprendo una serie di fronti che sembravano in via di soluzione (ISIS, immigrazione, guerra siriana)

Prima di tutto l’occidente in questa situazione ha colpe colossali. Ha colpe l’Europa che si è mossa malissimo sul fronte migratorio balcanico, utilizzando Erdogan come un tampone e pagandolo di 7 miliardi di profumati euro per bloccare le rotte dei rifugiati siriani. Mossa strategica sbagliata perché ha dato al turco un’arma di ricatto potentissima, o per meglio dire gli ha dato le chiavi della porta dell’inferno (parliamo di milioni di profughi) ed infatti ora Erdogan minaccia l’Europa di non intervenire nel conflitto, altrimenti riaprirà la rotta.

L’Europa sta sbagliando perché non ha una linea comune, anzi non ha neanche una linea, Francia e Germania stanno mettendo in piedi una serie di contromisure. Ma il resto dell’Europa? Peccato, perché la politica estera dovrebbe essere l’unica materia in cui l’Unione deve parlare con una voce comune, specialmente in questa crisi mediorientale che avrà ripercussioni dirette sul territorio europeo

Ha sbagliato Trump, che annunciando il ritiro delle truppe americane dal territorio siriano ha lasciato campo libero all’offensiva turca. Ora il presidente americano annuncia di voler distruggere l’economia turca, ma oramai la frittata è fatta ed Erdogan è già dentro il territorio siriano.

In tutto questo si parla di terroristi dell’ISIS liberati e pronti a tornare in Europa, di prigioni curde colme di terroristi islamici bombardate.

Ora è notizia freschissima che i Curdi hanno stretto un accordo con l’esercito regolare siriano per poter fronteggiare l’avanzata turca, che procede incontrastata da giorni, cosicché il conflitto potrebbe trasformarsi in una guerra tra Turchia e Siria con chiare e dirette ripercussioni sull’equilibrio politico internazionale?

La Turchia è dentro la Nato, ha una procedura in corso per poter entrare in Unione Europea. È chiaro ed evidente che lo stato turco, specialmente in queste condizioni, non potrà mai essere Europa ed anzi dovrebbe essere immediatamente espulsa dalla Nato. Ed ancora di più, abbiamo da anni imposto sanzioni alla Russia per l’annessione della Crimea, ed ancora nessuna sanzione nei confronti della Turchia che sta invadendo uno stato sovrano (la Siria).

Una nota storica: Siamo nell’epoca della politica estera del “Se volemo tutti bene” ma diciamoci chiaramente che in altre epoche storiche (tutte tranne questa) questa aggressione turca nei confronti del territorio siriano avrebbe già scatenato un conflitto. Ora è inutile parlare di guerra mondiale. Ma un serio e deciso intervento militare farebbe calmare i veli dell’entusiasmo di Erdogan.

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