La sinistra milanese contro le Foibe: coperto il nome di Norma Cossetto

Non è possibile che nel 2019 ci sia un’amministrazione che fa ostruzionismo sul ricordo di Norma Cossetto, questo succede a Milano, precisamente in Zona 4. Sembrava andare tutto liscio per l’inaugurazione del Parco Norma Cossetto, davanti alle nuove residenze universitarie, ed è proprio l’università, con il Municipio 4 a trovare e deliberare questo spazio, ma all’ultimo momento, su richiesta del Comune, il nome di Norma Cossetto è stato coperto con del nastro adesivo. 

La mappa del parco e il nome coperto

Francesco Rocca, consigliere municipale della Zona 4 e promotore del progetto per intitolare il parco a Norma Cossetto, è sconcertato per questo sabotaggio del Comune di Milano: “La scelta d’intitolare il giardino di via Einstein a Norma Cossetto non è casuale, il piccolo spazio verde si trova di fianco alla nuova residenza universitaria del Politecnico e vicino a due istituti superiori. Norma era una studentessa universitaria di 23 anni ed è stata violentata, torturata e infoibata dai partigiani comunisti jugoslavi perché donna e italiana. Perché boicottare la scelta del Municipio 4? I Martiri delle Foibe sono ancora scomodi a sinistra? Chiediamo al Sindaco Sala di poter inaugurare con una cerimonia istituzionale, il giardino a Norma Cossetto, medaglia d’Oro al Valor Civile, dando un forte segnale di condivisione della Memoria; non esistono morti di serie A e di serie B. A Milano manca inoltre un monumento che ricorda la tragedia delle Foibe, iniziamo dall’area verde di via Einstein, superando questo triste intoppo ideologico.”

Orari di apertura del nuovo parco

Purtroppo in Italia la storia delle foibe, quella parte di storia italiana che i vincitori dell’epoca volevano “cancellare”, fa ancora paura, come fa ancora paura il nome di Sergio Ramelli. 

Sicuramente non sarà un’amministrazione a fermare la voglia di noi giovani a far riemergere quei pezzi di storia che la sinistra ha cancellato, noi faremo di tutto perché la verità venga a galla e che la storia sia scritta per come è avvenuta, non per un disonesto ideologismo.

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