L’ inganno antirazzista. Come il progressismo uccide identità e popoli

di Giovanni Rea.

Questo è il titolo del famoso libro di Stelio Fergola, libro che ho cominciato a leggere questa estate, precisamente nel periodo in cui Carola Rackete cercava a tutti i costi di attraccare la sua Sea Watch 3 sulle coste italiche. 

Con estrema attenzione e con dati e statistiche alla mano, Fregola ci illustra come il progressismoideologico ed il “razzismo antirazzista” uccidano letteralmente la cultura, le radici e l’identità di un popolo. 

Un libro che scavalca ogni schema buonista e che sbatte in faccia la triste realtà al lettore. Una realtà composta dalle famigerate ONG, imbarcazioni che – con la scusa di essere belli, buoni e umani – raccolgono in acque extra territoriali dei naufraghi che, precedentemente, hanno pagato profumatamente degli scafisti per salire a bordo di un gommone per poi viaggiare alla ricerca di una nuova vita verso il continente Europeo. 

Una nuova vita che non troveranno mai, dato che per la maggior parte dei casi gli immigrati vengono stabiliti in dei veri e propri ghetti (vedasi il quartiere Vasto di Napoli, citato anche nel libro) e vengono assunti da datori di lavoro che li fanno lavorare oltre le otto ore giornaliere stabilite dalla legge e in più vengono sottopagati con uno stipendio da fame. 

Siamo sicuri che le ONG, come quelle di Medici senza frontiere, salvino vite umane o sono semplicemente delle imbarcazioni sostenute dai poteri forti e dagli scafisti per agevolare questo traffico di esseri umani? Le ONG, quindi, potrebbero essere definite come i nuovi negrieri

Interessante anche come il libro ci illustra che molti terroristi islamici, appartenenti all’ ISIS  che negli anni passati hanno commesso spregevoli attentati in FranciaInghilterra e Belgio, siano tutti nati in paesi extra europei ma che contemporaneamente, grazie alle politiche immigratorie sostenute dai vari pseudo politici dell’UE, possedevano la cittadinanza dei rispettivi paesi Europei che li avevano ospitati. Questo è l’esempio lampante di come sia oggettivamente impossibile far convivere e far adattare ai nostri usi e costumi delle persone che, invece di ringraziarci per l’ospitalità, preferiscono schiantarsi tra la folla con un tir, sparare a degli innocenti per una misera vignetta umoristica e farsi saltare in aria in pubblica piazza nel nome di Allah. 

Un altro esempio del totale fallimento del multiculturalismo, che il libro riporta, sono gli Stati Uniti d’America, la nazione più multietnica del globo, la più aperta e la più democratica di sempre; il paese da cui tutti gli altri stati dell’Europa occidentale prendono come esempio modello da seguire. 

Lo scrittore ci delucida, sempre con delle certificate statistiche, come la popolazione bianca stia scemando negli USA; di come, invece, le altre etnie siano sempre più in crescita e di come gli episodi di razzismo e di guerriglia urbana tra le diverse comunità etniche siano sempre più in incremento. 

Quindi, per concludere, consiglio vivamente la lettura di questo appassionante libro che va in netto contrasto con le politiche buoniste dell’Europa burocratica e contro la scellerata idea dell’annientamento dei confini, dei muri e del favoreggiamento alla costruzioni di “ponti sul Mediterraneo” dei cosiddetti radical chic

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