Luca Palmegiani, un ragazzo di centrodestra

Di Manuel Berardinucci

Luca Palmegiani, originario di Latina, ma trasferitosi a Milano, cresciuto in una famiglia politicamente berlusconiana, prezioso collaboratore della realtà di Giovani a Destra, si affaccia nel mondo partitico giovanile iscrivendosi alla Lega di Matteo Salvini. Oggi Luca è con noi, per spiegarci meglio alcune delle sue scelte. Come mai decidesti di iscriverti al Carroccio?

Ciao Manuel. Beh, io aderii al progetto Lega quando non aveva ancora le attuali importanti percentuali! Nella mia città, fondamentalmente, il centrodestra non esisteva più… i due partiti maggioritari, cioè Fi e Fdi, avevano perso prestigio e potere per via di scandali giudiziari legati ad alcuni dei loro dirigenti, che portarono a far cadere, per ben due volte, la giunta comunale. La Lega, in quel momento, era l’unica valida alternativa e così, assieme ad un mio carissimo amico, decisi di avviare questo nuovo progetto, seguendo la linea politica di Matteo Salvini.

Quali motivi, invece, oggi, ti inducono ad abbandonare quel progetto, dopo tre anni di militanza?

Le motivazioni sono varie. Negli ultimi tempi facevo fatica a rivedermi in alcune battaglie e scelte del partito. Ho cominciato ad avvertire mancanza di entusiasmo nell’attività politica la quale, specialmente in gioventù, dovrebbe essere animata da passione e divertimento.

Abbiamo letto, in queste ore, tue dichiarazioni che descriverebbero la Lega come un movimento ancora troppo legato al nordismo e addirittura estremista. Cosa hai da dire in merito?

Sì, dispiace aver letto quell’articolo. Ci tenevo innanzitutto a chiedere scusa ai vertici della lega Milano e Lombardia ai quali devo invece un enorme ringraziamento per la meravigliosa esperienza. Per quanto riguarda il discorso nordismo, le mie parole sono state fraintese … ho risposto semplicemente ad una domanda riguardante il mio addio con una battuta sulle mie origini. Ma era, per l’appunto, una semplice battuta per ridere … invece c’è stato un malinteso che ha portato ad un più grande fraintendimento. La Lega di oggi è qualcosa di diverso dalla Lega Bossiana… è ovvio che i ragazzi Lombardi sentano più vicine a loro alcune tematiche come quella dell’autonomia regionale, mentre io avendo origini diverse mi soffermo su altro. Detto ciò la mia esperienza, sia latinense che milanese, nel partito di Matteo Salvini, la conserverò sempre come un grandissimo ricordo.

Oggi scegli di aderire a Forza Italia. A molti potrebbe apparire difficile comprendere il passaggio da un movimento che del sovranismo ha fatto una bandiera, ad uno decisamente più moderato e liberale. Quali sono i motivi della tua scelta?

Questa è una domanda che mi hanno fatto in molti. A livello di politica estera, soprattutto per quanto concerne i rapporti interni all’UE, sono sempre stato per una linea più europeista e “moderata” ( anche su questo, con l’ultima campagna elettorale c’è stato uno strappo è un ulteriore allontanamento dalla Lega ). Detto ciò, è vero che FI è sicuramente una realtà ridimensionata rispetto al passato e con posizioni più moderate di altri partiti della coalizione di centro destra. Io però ho trovato un grande gruppo, molti ragazzi intelligenti e preparati, con i quali condivido battaglie e ideali di centrodestra. Come molti giovani non troverò mai un patito che rappresenti al 100% le mie idee, ma ad oggi Forza Italia è il partito che lo fa meglio. La reputo quindi la scelta migliore per la mia persona. Un grazie va anche e soprattutto al meraviglioso gruppo giovani che ho trovato nella città di Milano. Poi ammetto di provenire da una famiglia di Berlusconiani!

Quali differenze tra la realtà politica latinense e quella milanese?

La Lega, a Latina, è una realtà completamente diversa rispetto a quella di Milano. Nella mia città natale il Carroccio è stato “importato” ed è relativamente giovane, i dirigenti provengono un po’ tutti da partiti come Alleanza Nazionale e c’è quindi a livello ideologico una leggera differenza. A Milano la Lega invece ha delle radici profonde legate all’identità stessa della città e dei suoi abitanti. È sicuramente vicina ad una visione maggiormente incentrata su battaglie come il federalismo. Sono due realtà collegate ma allo stesso tempo diverse. Entrambe però molto ben strutturate e legate a un leader, quale Matteo Salvini, che è riuscito a riunire tutte queste forme di “leghismo” presenti nella penisola.

Sabato eri in Piazza San Giovanni, alla manifestazione indetta da Matteo Salvini, che ha visto la partecipazione di tutte le componenti della destra e del centrodestra. Cos’è stata quella piazza? Una semplice protesta contro il governo o qualcosa di più?

È stata una grande festa. La festa dell’Italia che dice basta a questo governo di trombati e di inciuci. È stata un’esperienza che ricorderò per sempre… vedere ragazzi di realtà e partiti diversi, tutti uniti dalla volontà di mandare a casa una sinistra che altro non fa che stare attaccata alla sua poltrona. Ammirare poi i tre leader sul palco tutti insieme, non ha prezzo.

Perché iniziasti a fare politica?

Iniziò tutto perché volevo (da rappresentante d’istituto) sensibilizzare i ragazzi che si disinteressavano ed erano sempre più propensi all’astensione. All’inizio quello era il mio obiettivo, cercare di far comprendere ai coetanei quanto sia importante maturare un’idea politica ed esprimersi con il proprio voto, indipendentemente dal partito.

Concludiamo parlando di noi, di Giovani a Destra, una realtà che, crescendo sempre di più, è diventata una casa comune per tutti i ragazzi d’Italia che, ognuno con le proprie peculiarità e specificità ideologiche, si riconoscono negli ideali della Destra. Cos’è per te GAD e quanto questo modello potrebbe essere spendibile anche a livelli più alti?

Giovani a Destra è una realtà unica destinata a porsi come esempio di civica convivenza e relazione tra diverse realtà che condividono però un senso di appartenenza ad una nazione ed uno spirito identitario unici della destra italiana. Credo sia soprattutto una scuola di vita politica, fondamentale per chi, in qualche maniera, vuole avvicinarsi a questo particolare mondo. Ti forma, ti consente di approfondire e costruire il tuo pensiero in maniera critica e lucida. Credo che possa davvero rappresentare un modello per tutti i movimenti giovanili italiani.

Grazie Luca! Ad Maiora.

Grazie a te!

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