Foodtech: in Europa comanda l’Italia. A Parma Cibus Tec

Il punto della situazione in occasione di Cibus Tec a Parma: la Penisola che vince fa invidia al Continente

Nella sempre più incessante richiesta di standard di sicurezza elevati e di livelli qualitativi costantemente in crescita, il giovane comparto delle Tecnologie Alimentari sembra aver trovato una dimensione ben precisa nel groviglio di figure professionali affini tra loro, certo, ma con differenze importanti, che finiscono per palesarsi nell’applicazione reale delle conoscenze. L’affermazione definitiva del tecnologo alimentare come consulente di processo, di microbiologia e chimica alimentare con conoscenze ingegneristiche di base, di qualità igienico-sanitaria e di regolamenti nazionali e comunitari ha fatto sì che l’intero panorama nazionale crescesse sotto ogni punto di vista, fino a stravincere la concorrenza di forti Paesi industrializzati e all’avanguardia nella ricerca scientifica, come Francia e Germania.

Nel dettaglio, i dati dell’agenzia Prometeia (azienda di consulenza e sviluppo software) palesano una realtà incoraggiante per tutto il comparto manifatturiero: da soli, siamo in grado di coprire il 32% della produzione di tecnologie alimentari dei Paesi europei, fatturando 7,3 miliardi di euro, superando Germania (5,9 miliardi) e Francia (1,8 miliardi) e dando lavoro a 30mila addetti circa. La volontà di perfezionamento, lo studio approfondito dei meccanismi di processo e delle trasformazioni chimico-fisiche ha guidato sempre più gli investitori a scegliere soluzioni tecniche d’avanguardia, rendendo l’Italia un paese leader nell’export di macchine alimentari: il comparto vendite estere è cresciuto del 63%, abbattendo la cifra di 4 miliardi di euro di fatturato nel solo anno solare 2018. Di pari crescita si parla facendo riferimento al settore packaging, con le soluzioni smart & intelligent progettate al fine di rendere il prodotto sempre più conservabile, mantenendo alti livelli qualitativi nutrizionali e riducendo via via l’impatto ambientale, il quale è al centro di dibattiti e ricerche accademiche volte ad azzerare gli sprechi (ricordiamo che, su questo aspetto, l’industria alimentare è nella black list) anche tramite l’ausilio dell’intelligenza artificiale e delle nozioni ormai acquisite di efficientemente energetico. 

A coronare il successo, si terrà da martedì 22 ottobre a venerdì 25 ottobre a Parma la fiera Cibus Tec, uno degli eventi più risonanti nel panorama globale per quel che concerne l’innovazione tecnologica nell’ambito delle produzioni, del package e della logistica alimentare. Al salone di Parma, storico polo fieristico a vocazione alimentare, circa 1300 aziende potranno far bella mostra, nei 120mila metri quadri di padiglioni, delle tecnologie per tutte le filiere dell’agroalimentare, frutta e vegetali, prodotti ittici, carne, latte e derivati, piatti pronti e, novità del 2019, anche prodotti da forno e derivati cerealicoli, snack, dolciumi e affini. L’ingresso in scena della Start Up zone non deve meravigliare dunque, e se dei 40mila visitatori attesi, il 25% di essi sarà di nazionalità estera, siamo dinanzi a una riconferma dell’appeal del food tech italiano e dell’importanza di una vetrina come la fiera di Parma, da sempre punto di riferimento nel settore, appetibile pure per grandi marchi come Coca Cola, Del Monte, Kraft Heinz e Lactalis, tanto per citarne qualcuna.

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Di Marco Cozzolino

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