Senza la Comunità, trionfa la categoria

Di Manuel Berardinucci

La Comunità è certamente uno dei più acerrimi avversari del modernismo imperante. Essa, infatti, si fonda sulla volontà, di un determinato numero di individui, distribuiti entro i limiti di un certo territorio, di accettare e condividere una serie di norme giuridiche e valoriali comuni, consci di provenire dalla medesima storia e di esser padri dello stesso futuro. La Comunità dunque chiede all’individuo il sacrificio di proiettarsi verticalmente, in onore dei Padri e per il bene dei Figli, e conseguentemente di accettare confini al proprio arbitrio. Nella Comunità esiste la vera libertà, che non è schiavitù nei confronti del proprio “Io”, ma autodeterminazione individuale nella capacità di riconoscere il Limite.

La Comunità è stata sconfitta dalla Storia, potrebbero sostenere i più cinici, mentre i più speranzosi la vedono nascosta sotto la sabbia in attesa di tempi migliori, insieme a tutta una serie di altri valori perduti. L’unica cosa certa è che, per il momento, non è percepita. Ma cosa c’è oltre la Comunità? L’uomo, per natura, sente l’istintivo bisogno di organizzarsi in gruppi. Perse la proiezione verticale, il legame identitario e la spinta valoriale, servono altri centri di aggregazione e nascono così le “categorie”. La categoria è perfettamente coerente con le logiche di questo tempo. Innanzitutto, è autodeterminabile e non determinata: scelgo io, infatti, se, quando e in che misura aderirvi. Rappresenta la vittoria del Divenire sull’Essere. Non conta ciò che Sono, fondamentale nella Comunità, ma quello che scelgo di diventare in base alle inclinazioni del momento. L’essenza della mia anima (ciò che mi rende più simile ad un mio antenato, rispetto ad un contemporaneo di diversa civiltà) viene sacrificata sull’Altare del Presente. La Categoria prende una o più caratteristiche contingenti dell’individuo e lo lega, illusoriamente, ad altri che le condividono. In essa l’uomo si crogiola nell’autocompiacimento, ma non può resistere allo scorrere dei tempi, si logora con l’evoluzione poichè è figlia della stessa.

In questo processo, la Rete ha svolto un ruolo fondamentale, rendendo ancor più realistica la percezione di vicinanza con altri individui, lontani nello spazio, ma affini per gusti, orientamenti, opinioni, abitudini alimentari ecc. e così nascono le “comunità” LGBT, vegetariane o vegane, animaliste, ambientaliste ecc.  Già Plinio Corrêa de Oliveira, pensatore cattolico, accennava ad una Quarta Rivoluzione in cui l’Umanità sarebbe tornata ad uno Stadio tribale.

Oliveira, oltre ad offrire una lucida analisi sui quattro grandi e tragici avvenimenti che hanno portato il mondo, ed in particolare l’Occidente, all’attuale stato di cose (Protestantesimo, Rivoluzione Francese, Comunismo e la IV Rivoluzione), propone un modello alternativo per combattere la degenerazione: la Contro-rivoluzione. Quest’ultima non può avvenire senza una presa di coscienza che, i due moti scatenanti, di quanto denunciato sopra, sono l’orgoglio, padre dell’egualitarismo, e la sensualità, madre della decadenza dei costumi. La Comunità è in effetti in antitesi con entrambi tali dis-valori, poiché al primo oppone la gerarchia e alla seconda un sistema valoriale. Ecco perché ripristinarla è un primo passo per abbattere il sistema dell’Eterna Rivoluzione.

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