“Destra e sinistra non sono superate. Rimaniamo uniti per dare la nostra idea di Italia”. Intervista a Stefano Cavedagna

di Nicholas Pellegrini.

Stefano Cavedagna entra in Azione Giovani a fine 2007 dopo che la preside del suo istituto ha censurato un suo articolo sul giornale della scuola. A 19 anni viene eletto consigliere comunale a San Lazzaro di Savena, comune di 35.000 abitanti in provincia di Bologna, di cui l’anno seguente diventa capogruppo. Rappresentante e presidente di Azione Universitaria, dopo essere stato coordinatore provinciale della Giovane Italia, sciolto il Popolo della Libertà diventa coordinatore regionale di Forza Italia Giovani e al congresso dell’11 novembre 2018 ne diventa presidente nazionale sconfiggendo il candidato ufficiale di Arcore. Nell’estate 2019 si dimette dall’incarico per aderire a Gioventù Nazionale con il ruolo di portavoce nazionale.

Da alcuni mesi sei entrato in Fratelli D’Italia, qual’è il motivo principale che ti ha spinto a fare questa scelta?

Ho fatto la scelta di aderire a Fratelli D’italia e a Gioventù Nazionale (Movimento giovanile di FDI) come portavoce Nazionale perché è la mia casa. Entrai in Azione Giovani nel 2007, attraversai l’esperienza del PDL e decisi di continuare questo percorso entrando in Forza Italia quando venne rifondata. Feci questa scelta conoscendo Berlusconi che diede fiducia a me e tanti giovani. Riconosco a Berlusconi il fatto che nel 1994 ha impedito alla gioiosa macchina da guerra comunista di prendere potere in Italia,quindi feci questa scelta. E’ legittimo che si potesse fare questa scelta, ma ti dico ancor di più, nel momento in cui Forza Italia si avvicina a posizioni simili a quelle del Partito Democratico, essendo io di destra ho fatto la scelta di aderire a Fratelli D’italia che sta ricomponendo sotto la sua bandiera tutti mondi della destra tradizionale Italia, quello che era a suo tempo AN e come detto prima è senza dubbio la mia casa e quella di tanti altri giovani Italiani.

Tra alcuni mesi la nostra Regione Emilia Romagna si troverà davanti a una sfida importante, le elezioni Regionali, quali sono le tue sensazioni? Il centro destra sarà unito?

Il 26 di gennaio sarà un voto molto importante, non solo perché si rinnova l’amministrazione regionale ma sopratutto perché per la prima volta dopo 70 anni c’è la seria possibilità di cambiare qualcosa, d’impedire che l’asfissiante controllo del Pd e di tutta la sinistra che impernia il mondo dell’impresa tramite le cooperative si può finalmente sconfiggere e dare un po’ di sana libertà e politiche di centro destra di cui questa Regione ne sente davvero il bisogno. Sono sicuro che il centrodestra andrà unito, è evidente che la candidatura preferita di FdI è quella di Galeazzo Bignami, ma se le alchimie di coalizione prevedessero che il candidato fosse qualcun altro, circola molto insistentemente il nome di Lucia Borgonzoni, la cosa davvero più importante per noi è quella di andare a vincere queste elezioni e di farlo uniti, e sono sicuro che alla fine lo saremo a prescindere dal candidato.

Sabato scorso a Roma, il centro destra ha riempito piazza San giovanni, luogo simbolo della sinistra. Che futuro vedi per il centro destra? E che pensiero hai sulla situazione di governo?

Credo che il centro destra oggi debba essere unito più che mai, non tanto per le % o possibilità di prendere qualche voto in più ma perché lo chiede l’Italia. L’italia chiede un paese dove si possa fare impresa, più sicurezza, uno stop all’immigrazione, un paese dove i tanti giovani Italiani che ogni anno vanno all’estero o che non trovano lavoro, abbiano la possibilità di rimanere nella propria terra e costruirsi un futuro. Rispetto a un governo che vuole aprire le porte all’immigrazione incontrollata, che è succube dell’Unione Europea, un governo che continua a tassare l’imprese Italiane e che quindi impedisce di difendere un pensiero che per noi è basilare, il made in Italy. Ci troviamo in un momento dove bisogna in tutti i modi unire tutte le forze che sono contrarie a questo governo, perché il M5S ha dimostrato di essere una forza di sinistra gettando la maschera. Il centro-destra deve quindi lavorare unito per dare un’idea d’Italia che è totalmente diversa.

Per i giovani che come me fanno politica, tu sei un punto di riferimento. Sei inoltre portavoce di GN. Cosa ti ha spinto a entrare in questo mondo? Quant’è importante per te la politica giovanile?

Sono entrato in GN perché credo tanto nel valore della formazione politica, e sopratutto culturale che si può fare in un movimento giovanile. La classe politica che noi vediamo oggi composta dai 5 stelle, o di politici improvvisati, è figlia di chi non ha mai fatto militanza. Credo che un movimento giovanile debba formare la cultura, la cultura della destra, rivendendo gli storici pensatori, ripercorrendo i valori fondanti della destra, ma non solo, anche della tradizione Italiana e solo un movimento giovanile lo può fare. Credo che sia fondamentale partire dalla propria esperienza, perché quello che uno impara nella militanza giovanile lo mette in atto anche il giorno che avrà un’azienda, avvocato, commercialista, o impiegato d’azienda, un giorno che sarà un Italiano maturo. Quello che noi impariamo, l’amore per la patria, le tradizioni, le dimensioni spirituali della vita,il concetto di famiglia come base sociale, credo siano valori fondamentali non solo nella politica ma nella vita di ogni sano Italiano.

Esistono ancora le fazioni politiche? Cosa vuol dire per te essere di Destra?

Nonostante ci dicono che la destra e la sinistra, siano passate, cose vecchio, io credo invece fortemente che le differenze esistano ancora ed esisteranno sempre, a prescindere da partiti politici e leader politici, destra e sinistra sono due categorie che prescindono il tempo e lo spazio.
La sinistra dimostra di essere materialismo, convinzione che esista un relativismo storico nel quale analizzare i popoli, le nazioni, i fatti, mentre noi a destra siamo convinti che l’uomo viva di una dimensione spirituale, ecco il grande distinguo con la sinistra. Da una parte c’è relativismo e materialismo, dall’altra c’è la convinzione che un individuo, le comunità, le nazioni, traggano forza da una dimensione spirituale, c’è qualcosa dentro di noi, sopra di noi che si raduna in una dimensione anche eroica dell’individuo, nella convinzione che se noi adesso siamo qui, anche nella politica, lo siamo perché qualcuno prima di noi che ci ha dato la vita, tutta la sua gioventù e ardore per costruire qualcosa. Questo è l’identità che fanno parte parte di un popolo.
Noi siamo quelli che rispettano la patria,le tradizioni, che esista una sola famiglia, che deve essere compiuta e creata e che si regge da un uomo e una donna.

Quali sono le tue prossime sfide?

Le prossime sfide saranno in questa esperienza all’interno del mondo giovanile nella quale siamo stati ben accolti, e siamo condotti insieme a me dall’amico Fabio Roscani, presidente di G.N. Le nostre sfide saranno quelle di strutturare il movimento giovanile di G.N perché siamo convinti possa essere e diventare il più grande movimento giovanile di destra e perché no, il più grande movimento giovanile Italiano. Una grande sfida, è la lotta alla droga, alle dipendenze, alle illusioni che possono rovinare un giovane e che invece dev’essere forza per la nostra Italia. Battaglia al relativismo culturale, alla teoria gender, per dare finalmente un futuro ai giovani Italiani in Italia. Al centro e Sud Italia spesso i giovani sono costretti a scappare all’estero, noi vogliamo creare un Italia dove un giovane possa crearsi un futuro qui e non altrove.

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