L’Umbria si risveglia

di Alessio Moroni.

Il 27 Ottobre 2019 è una data da segnare sui calendari di tutte le case umbre: per la prima volta nella storia, nel “cuore verde” a vincere non é stata una lista di sinistra ma la coalizione di centro-destra guidata dal nuovo Presidente Donatella Tesei. Una vittoria schiacciante, 57,5% dei voti, contro il 37,48 ottenuto dal candidato Vincenzo Bianconi. Nessuna alibi può essere quindi sostenuta dal Partito Democratico e dai 5 Stelle, entrambi colpevoli di aver tentato di replicare l’esperimento di alleanza portato avanti nell’attuale esecutivo nazionale: per loro deve essere invece il tempo dell’auto-critica, di fronte al crollo di consensi ricevuto in una regione che, assieme alla Toscana e all’Emilia Romagna, é stato una roccaforte rossa sin dagli anni “70. Gli elettori grillini hanno deciso di punire i propri candidati, rei di aver sostenuto un binomio con lo stesso partito che avevano deleggitimato una volta scoppiato lo scandalo sanità della Giunta Marini. È difficile accettare di stringere un patto col nemico unicamente in funzione anti-salviniana.
Matteo Salvini é il principale vincitore di questa tornata elettorale: il suo partito si é rivelato, pressoché ovunque, la prima forza partitica. Questa vittoria non nasce dal nulla ma era stata profeticamente anticipata dai numerosi successi ottenuti nei territori comunali (su tutti quello nel comune di Terni dello scorso anno, con la vittoria del candidato sindaco Leonardo Latini). Che piaccia o meno, l’ex ministro dell’interno sa comunicare alle persone, sia in piazza (dove da un mese a questa parte é sempre stato presente) sino al formidabile uso che fa dei social network (coaudivato anche da un gruppo di assoluto livello, con a capo il talentuoso Luca Morisi). Sul gradino più alto del podio ci si può inserire anche Giorgia Meloni: la leader di Fratelli d’italia riesce addirittura ad andare in doppia cifra e a doppiare Forza Italia (unica delusione della compagine vincente), mettendosi al tavolo dei partiti politici di rilievo, acquisendo la credibilità per poter dire la propria anche in un eventuale futura elezione nazionale.
L’Umbria il 28 Ottobre si risveglia sovranista: delusa da una sinistra che per troppo tempo ha abbandonato la fascia proletaria di cui si faceva difensore (e di cui L’Umbria, a causa della presenza dell’Acciaieria, é piena) e colpevole di aver dato per scontata l’eterna permanenza al governo umbro. Conte ha infiammato ancor di più l’animo degli abitanti della Regione, affermando che il voto non avrebbe avuto significato per l’esecutivo nazionale, poiché le province di Perugia e Terni contavano gli stessi abitanti della città di Lecce: una dichiarazione fuori luogo che é costato un aumento dell’astio degli Umbri verso due partiti da cui ora si sentono lontani.
Da oggi inizia un nuovo giorno per l’Umbria: l’alternanza é finalmente realtà e ciò non può che essere un bene in uno Stato, in una regione o in una località democratica. Avere alla maggioranza sempre le stesse realtà partitiche può portare alla creazione di un’oligarchia in cui sono in pochi a prendere decisioni ed il ricambio é frutto solo di dinamiche interne al partito.
La Destra ha un grande onore ma anche un grande onere: dimostrare di essersi meritata i voti degli abitanti di una delle regioni più affascinanti della penisola e di poter rilanciare un territorio da tempo in crisi (penultima regione per tasso di sviluppo economico) e di cui, almeno fino allo scorso anno, non si vedeva la luce in fondo al tunnel. Donatella Tesei ha il compito di guidare una trasformazione non solo politica ma anche sociale, economica, civile ed etica. Che sia l’inizio di una nuova era. 

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