Siamo diventati stressati, apatici e sempre alla ricerca di qualcosa

Le analisi sociali

di Vanessa Combattelli

A Roma un uomo ha deciso di farla finita buttandosi tra i binari della Stazione Garbatella in attesa del treno in corsa, così con grande clamore e disagio un’altra vita si è spenta miseramente per mano propria.
Eppure un gesto del genere non può che collegarsi inevitabilmente alle vite di tutti coloro che sono inseriti nel medesimo contesto sociale, se è vero che il suicidio rappresenta una costante nel tempo, altrettanto sono i mutamenti della società, ormai sempre più un treno in corsa verso il nulla.

Ieri mentre ero al supermercato per fare compere, mi sono fermata un momento per osservare le persone che mi circondavano: ho notato amarezza, tristezza, furia e stress in quei volti.
Ho cercato con un certo interesse un solo volto che rimandasse ad un barlume di serenità, apparente calma, persino complicità tra chi era in coppia.
Nessuno dei presenti però aveva queste espressioni: erano tutti presi da qualcos’altro, nessuno palesava un malessere evidente, eppure a guardarli non si poteva dire fossero felici.
Forse in quel momento ero suggestionata dalla lettura di “La Donna Giusta” di Sandor Marai, dove ad un certo punti si analizza la solitudine delle masse constatando che solo nella società antica era possibile parlare di vera forza e felicità tra gli uomini.
Io però non sono pessimista, non mi piace neanche cadere nel tranello della nostalgia d’oro, come fece notare qualche secolo fa lo stesso Leopardi: non ha senso rimpiangere un’era che non si conosce, chiunque potrebbe fare degli errori.
Ma non posso al tempo stesso ignorare tutti questi campanelli d’allarme che ormai sono una costante della nostra società.
Siamo tutti disperatamente in corsa verso qualcosa di grande, un “big deal” misterioso che deve garantirci grandi amori, grandi soddisfazioni in ambito lavorativo, vite fuori regola e sempre in viaggio, tramonti mozzafiato come quelli degli influencer ricchi di Instagram.
Abbiamo omologato in nostri obiettivi da un bel po’ di tempo, forse siamo tutti in attesa che si realizzi il “sogno americano” a cui ci hanno abituato sin da bambini, ma nel frattempo il tempo passa e non vi è alcuna traccia di quello che pensavamo di desiderare.
La verità è che la nostra società ci impone ad avere grandi obiettivi e alte ambizioni, dobbiamo tutti, obbligatoriamente, raggiungere il “top” in qualcosa, non farlo si tradurrebbe in fallimento sociale.
Abbiamo smesso di rispettare i nostri tempi per adeguarci a quelli socialmente accettati: sicché bisogna laurearsi in tempo e con il massimo dei voti, bisogna trovare l’anima gemella entro una certa età, raggiungere grandi successi lavorativi e fare ogni mese un viaggio per qualche meta esotica e da urlo.
Documentarlo, registrarlo, non passare per anonimi e ricordare a tutti di esistere e di star realizzando il “sogno americano”.
Ma forse questo “sogno americano” sta rovinando tutti, nel momento in cui abbiamo smesso di essere al centro del nostro micromondo per lasciare alla Società la regola delle lancette dell’orologio, ci siamo messi fretta senza però muoverci.
Ed ecco giustificati i grandi ritardi che non si regolano più con l’orologio naturale: sempre meno matrimoni e figli, grandi delusioni, tanti suicidi per lauree mancate, grande confusione e poca voglia di andare avanti.
Non basta un articolo per analizzare tutte queste cause sicché non pretendo di essere precisa per ogni fattispecie elencata, dato che ognuna di loro meriterebbe uno spazio a parte.
Ma il mio interesse era quello di mettere in risalto un problema che è a tutti gli effetti osservabile da tutti, non possiamo più nascondere questa nostra incapacità ad esprimerci.
Siamo diventati apatici, stressati e sempre alla ricerca spasmodica di qualcosa, questa continua fame però è alimentata nel peggiore dei modi: non stiamo ascoltando noi stessi, quello che desideriamo davvero, ma continuiamo a dare voce a ciò che “direbbe la Società”, gli assiomi con cui siamo cresciuti e le convinzioni sociali che hanno reso impenetrabile questo meccanismo.

Senza dare ascolto a noi stessi, non esiste alcun tipo di libertà.

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