La Terza Via già interrotta in Umbria – Crollano i ponti appena inaugurati!

di Simone Casi

Ennesimo scandalo di mala gestione delle infrastrutture, stavolta in Umbria: la Strada Statale PD-M5S 1, inaugurata appena un paio di settimane fa (detta anche “la Terza Via” dai suoi costruttori; la Prima era stata ipotizzata dall’ingegner Bersani nel lontano 2013 ma mai effettivamente realizzata, mentre la Seconda lo scorso anno era sfumata per le rimostranze del capocantiere Renzi), è già rovinosamente crollata in tutte le sue sezioni. Si ipotizzano fortissime carenze strutturali dovute ad una frettolosa e inadeguata costruzione, ma non solo.

Dagli ultimi aggiornamenti, pare che durante tutto il giorno 27 ottobre la strada abbia dovuto sostenere un traffico abnorme (si stimano più di 250mila utenti in più del previsto, e tutti in un unico senso) che evidentemente non è stata in grado di sopportare. A partire dalle ore 23.00 si sono registrati vistosi cedimenti in più punti, fino al rovinoso crollo totale e generale avvenuto durante la notte seguente. Ma di chi è la responsabilità di questo disastro?

Alcuni, come l’illustrissimo giudice Vauro, asseriscono che tale azione sia stata diabolicamente premeditata da forze sovversive e contrarie all’ordine del traffico, di sempre più difficile gestione per i relativi addetti (vedasi i vari dirigenti dell’azienda che lo gestisce, principalmente i signori Zingaretti e Di Maio). Altri, come i controversi pendolari Salvini e Meloni, sostengono invece come questo disastro rientri nell’ordine naturale delle cose e anzi, sorprendentemente auspicano che tragedie simili si ripetano!

Immediatamente dopo gli avvenimenti la compartecipata M5S, con un comunicato stampa, ha annunciato la sospensione dei cantieri già predisposti per la costruzione di nuove vie, per la precisione quelle che avrebbero dovuto attraversare Calabria ed Emilia-Romagna. “Questa strada è ormai impraticabile!” ha affermato oggi laconicamente il signor Di Maio, mentre il suo collega Zingaretti ha preferito tenere un basso profilo, auspicando solo delle generiche riflessioni in seno alla propria azienda.

Ciò che invece l’opinione pubblica vorrebbe non è solo un mucchio di sterili riflessioni, ma una bella indagine condotta come si deve da persone competenti.

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