Liberismo: il male assoluto? -L’opinione-

Di Emanuele Roccia

Liberismo? Il male assoluto. Con questa parola, si identifica un tipo di economia basato esclusivamente sul mercato, senza alcun intervento statale. C’è chi è favorevole a questo modello, essendo fedele al principio di libertà economica. Ma, specialmente negli ultimi anni, si è rivelato totalmente fallimentare. Innanzitutto, è necessario citare una parola strettamente legata col liberismo, austerità, ossia quella misura adottata dall’Unione Europea che mira a tagliare la spesa pubblica per ridurre il deficit. Il problema è che ha provocato delle conseguenze disastrose all’interno dei singoli Stati, come la crescita della disoccupazione, l’aumento dei prezzi e la recessione. Tutto ciò non sarebbe mai accaduto se non ci fosse stato il sistema liberista europeo, il quale ha sempre favorito il grande capitale ed i poteri forti, senza preoccuparsi minimamente delle singole popolazioni. Non a caso, infatti, si è generato un grande malcontento a causa dell’Unione Europea e, più in generale, di questo sistema. Basti pensare alle manifestazioni dei gilet gialli in Francia, attualmente governata dall’ultraliberista Macron. I francesi si sono legittimamente ribellati ad un sistema che aumentava le tasse solo alle classi meno abbienti e che, proprio a causa dell’austerità, faceva crescere a dismisura la disoccupazione e le disuguaglianze. Alcuni manifestanti raggiunsero addirittura la sede del Parlamento Europeo di Bruxelles, identificata giustamente come il simbolo dell’élite di palazzo, contrapposta al popolo vessato. Un’altra conseguenza disastrosa del liberismo è la globalizzazione, processo che ha provocato solamente svantaggi, sia per i popoli sfruttati dalle multinazionali, che non gli permettono di crescere, sia per le nazioni che, avendo economie meno solide di altre, sono inondate di prodotti stranieri, dal momento che la difesa delle produzioni locali è pressoché impossibile con l’attuale modello mondialista. Un esempio è il “made in China”, oggi presente ovunque, che ha molto successo, semplicemente perché la Cina non rispetta i nostri stessi standard ambientali e non tutela i lavoratori come facciamo noi. Per questo motivo, sarebbe più che giusto attuare un protezionismo intelligente nei confronti di questi paesi, imponendo dei dazi di civiltà e facendo il possibile per tutelare il nostro marchio. Inoltre, un vantaggio che il liberismo porta ai poteri forti è il fatto che, mentre i cittadini vengono continuamente tartassati dalle tasse in perenne aumento, le grandi multinazionali e i giganti dell’e-commerce non lo sono affatto, anche se avrebbero tutte le risorse per pagare qualsiasi tipo di tassa. Dopodiché, è utile ricordare anche che alcune forze politiche, nell’ultimo periodo, hanno denunciato una questione molto seria che riguarda un altro prodotto del liberismo, ovvero il neocolonialismo francese, ai danni di alcune popolazioni africane che vivono in povertà, nonostante abbiano una grande ricchezza nel loro territorio. Per tutte queste ragioni, il liberismo si è rivelato un sistema assolutamente fallimentare, che fa prevalere il mercato sui singoli Stati e che privilegia i poteri forti, mentre lascia all’ultimo posto i popoli, perciò oggi più che mai è necessario credere in una destra sovranista ed antiliberista, che sappia difendere la nostra economia e la nostra sovranità. 

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