Gli usurai della moneta elettronica che affamano Annie delle Mele

di Gaspare Battistuzzo Cremonini

Immaginate una vecchina, Maria Rossi, che per tutta la vita abbia svolto lavori poco strutturati, faticosi, e che sopravviva grazie alla sua magra pensioncina di 850 euro al mese, tra mille difficoltà. Questa vecchina, novella Annie delle Mele quasi fosse uscita da un film di Frank Capra, ritira il suo esiguo salario tutti i mesi alle Poste, in contanti.
Immaginiamo che la vecchina, nel corso d’una vita travagliata, si sia malauguratamente indebitata con banche e società finanziarie allo scopo di tirare avanti, di garantire un futuro ai figli, di far fronte a una situazione che nessuno – lo Stato in testa – risolveva o aveva voglia di risolvere per lei. Ma poco male: la vecchina Maria Rossi ritira i soldi in contanti e li ritira a mano, le grinfie degli usurai su quegli 850 euro non possono arrivare.
Ora facciamo uno sforzo ulteriore di fantasia, proviamo a pensare che passi la norma ventilata dal governo PD-5s e che la nostra vecchina, curva sotto la pioggia invernale, un giorno del prossimo futuro si rechi alle Poste e si senta dire che la pensione la deve ricevere direttamente su una carta di credito ma no, in contanti non più.
Che succederebbe? E’ presto detto: oltre a trovarsi disorientata, la nostra vecchina comincerebbe a scontrarsi per davvero con la Longa Manus della finanza internazionale, incarnata da quegli immensi istituti di credito che non sono più nazionali, non hanno più patria né riferimenti, sono i paesi di se stessi. Banche che un tempo erano definite da aggettivi come ‘nazionale’ e che ora sono francesi, con sede in Olanda e uffici fiscali a Londra nonché filiali in ogni parte del globo.
Ebbene la nostra vecchina sperimenterebbe immediatamente una cosa semplicissima, ossia che l’Ufficio Legale della grande banca o finanziaria cui lei deve quei pochi soldi che le servivano per mangiare li rivuole tutti insieme e subito; lei non glieli può dare, questo è ovvio, ed allora la Banca dell’ Orrore si rivolge a un giudice.
Il giudice, da buon leguleio affezionato alla lettera di legge e desideroso di evadere la semplice pratica che si sta incolonnando sulle altre migliaia che ha in ufficio, concede un veloce pignoramento così che Maria Rossi, ex lavandaia in pensione, si vedrà decurtare di almeno un quinto la già esile pensione a favore della Banca dell’Orrore.
E se Maria Rossi si opponesse? Oh beh, potrebbe, in linea teorica; ma ci vorrebbe un avvocato, e gli avvocati costano, e Maria Rossi ha ancora meno soldi di prima… Allora potrebbe pensare di nascondere quel poco che percepisce agli occhi della Banca dell’Orrore. Perché no? Per sopravvivere.
Il bello viene qui. Maria Rossi non percepisce più la pensione in contanti ma su una carta di credito. Solo che la carta di credito è emessa da un’altra banca che vede le segnalazioni partite ai danni di Maria Rossi. A Maria Rossi viene bloccata la carta. Maria Rossi non solo ha virtualmente meno della sua magra pensione iniziale ma anche praticamente non può toccare il rimanente perché le è stata tolta la ‘moneta’ di mano.
Come farà Maria Rossi, ex lavandaia in pensione, a sopravvivere? Dovrà chiederlo al governo PD-5s, non eletto da nessuno eppure in carica, che s’è convinto di sconfiggere il riciclaggio di denaro affamando Annie la vecchina delle Mele.

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