I “sociologi” di Trento sono vittime dell’ignoranza

di Luca Coppo

Il 17 Ottobre un giornalista, Fausto Biloslavo, è stato cacciato da alcuni studenti di sociologia dell’Università di Trento. Il seminario che doveva svolgere è stato cancellato; una censura che fa apparire la disciplina come un aggregato di idee da cui nasce una siffatta superbia che rende impossibile ascoltare chi oltrepassa tali idee. Biloslavo scrive su il Giornale e sulla rivista Panorama e per questo motivo non può parlare, per quegli studenti è un fascista.

Il termine sociologia assomiglia a quello di socialismo, ma il significato è estremamente diverso in quanto il primo finisce con -logia mentre il secondo con -ismo; questa somiglianza costruisce un determinata aspettativa per la sociologia tanto da far sembrare essa come una materia di sinistra. Questo sapere nasce nell’Ottocento grazie ad un autore di nome Auguste Comte che scrisse Corso di filosofia positiva (1830-1842). In questo saggio si scrive per la prima volta il termine “sociologia”, la scienza della società. Anche oggi possiamo definire in questo modo tale sapere anche se sono cambiati, nel corso degli anni, i paradigmi con cui si costruisce una determinata ricerca. Dunque, la sociologia è una scienza e la scienza non è la politica, ma allo stesso tempo la società definisce la politica. Per questo motivo è facile confondere gli ambiti, intersecarli e scambiarli; il bravo sociologo è colui che costruisce la ricerca lasciando da parte quelli che Max Weber chiama i giudizi di valore, ovvero quel giudizio basato su un proprio sistema di valori. La ricerca sociologica deve essere avalutativa: lo studioso deve valutare i risultati dei dati empirici e questi non devono essere danneggiati da giudizi di valore. Là dove ciò non avviene non si può parlare di pensiero sociologico; gli studenti di Trento tutto sono tranne che futuri sociologi. La censura è sbagliata in tutte le discipline ma sopratutto per il sapere sociologico, con essa si ha la dissoluzione del discorso (fondamentale per i paradigmi odierni) con un risultato strettamente ideologico e politico.

La domanda a questo punto è: perché hanno vinto gli studenti, perché Biloslavo non ha parlato? Perché come gli studenti i professori sono vittima del sistema del politicamente corretto. Gli atenei sono diventati centri politici a unico versante, quello progressista. Alcuni professori fanno veri e propri comizi, e questo, bene o male, influenza il carattere partecipativo degli studenti. Tutto ciò non solo rovina il carattere liberale delle università ma anche l’autenticità e l’autorevolezza del sapere – in questo caso quello sociologico. 

La sola e unica medicina è lo studio, la conoscenza poiché il tendere alla conoscenza genera una forza sempre nuova di curiosità. Essere curiosi permette di non chiuderci nel nostro mondo di idee. Tendere al sapere è sinonimo di intelligenza, fratello della libertà e indicatore della bellezza. 


Share This:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *