La Chiesa del Silenzio

Di Manuel Berardinucci

Il 9 di questo mese verrà celebrata la ricorrenza della caduta di quell’infame muro nel cuore dell’Europa. Un muro, quello di Berlino, necessario per imprigionare un mondo, la sua storia, le sue sofferenze. Liberate le persone, più difficile è stato, ed è tutt’oggi, liberare le narrazioni di quel che accadeva aldilà del mondo libero, per responsabilità di chi vorrebbe negare o anche solo minimizzare le atrocità commesse dal Comunismo e in particolare da quello Sovietico. Una delle peggiori barbarie è stata quella ai danni della religiosità, profondamente cristiana, tipica della popolazione russa. Dopo tutto, lo stesso Marx definì la religione “oppio dei popoli” e come potrebbe un’ideologia che del materialismo fa una bandiera, tollerare l’esistenza di una visione spirituale della vita? Senza contare che la Chiesa rappresentava la fiammella inestinguibile dell’Antico Regime che i tiranni del Marxismo avevano soppiantato e distrutto.

La lotta anti-cristiana da parte dell’Unione Sovietica si articolò tanto attraverso la subdola propaganda di regime, quanto mediante la dura repressione delle comunità religiose e dei loro vertici.

Per quel che concerne l’aspetto propagandistico, i governi comunisti fecero in modo di conferire particolare attenzione, nei programmi scolastici, a tutti quegli avvenimenti della Storia che avrebbero consentito loro di mettere la Chiesa in cattiva luce innanzi ai giovani che dovevano essere educati all’ateismo: Inquisizione, le vicende di Galileo, di Giordano Bruno ecc. Inoltre sovvenzionarono iniziative, convegni e comitati che avevano il compito di mostrare l’assurdità delle credenze religiose, di dipingere l’Occidente come annichilito dallo strapotere della Chiesa e dunque lontano dalle verità della Scienza.

E allo stesso modo con cui il dispotismo illuminista che aveva preso il sopravvento in Francia in seguito alla Rivoluzione, nel 1793 sconsacrò la Cattedrale di Notre-Dame trasformandola in Tempio della Ragione, numerose chiese nei territori dell’URSS vennero chiuse e adibite a musei anti-religiosi. Il destino più atroce, però, spettò alla Cattedrale di Cristo Salvatore, il più importante luogo di culto moscovita, fatta saltare in aria attraverso ordigni esplosivi, per ordine del ministro Lazar Kaganovich, uno dei più fedeli seguaci di Stalin, nel 1931. Al suo posto sarebbe dovuto sorgere un imponente monumento al socialismo, chiamato Palazzo dei Soviet, mai completato per mancanza di fondi. In seguito al crollo del Comunismo, la chiesa venne ricostruita.

Ma la furia ateista sovietica non si limitò alla propaganda e alla demolizione di edifici simbolici. Soprattutto nei primi decenni la repressione fu totale: vennero vietate le celebrazioni per il Santo Natale e il Capodanno (quest’ultimo poi riabilitato come festività secolare), furono confiscati tutti i beni ecclesiastici approfittando della necessità scaturita dalla carestia generale, circa 50.000 fedeli, vescovi e sacerdoti morirono assassinati o confinati nei gulag durante i governi di Lenin e Stalin e il patriarca di Mosca venne arrestato.

Tutto questo orrore portò Pio XI, Pontefice di una Chiesa ancora in grado di riconoscere i propri nemici, a dichiarare il Comunismo, nell’enciclica Divini Redemptoris del 1937, “flagello satanico” che mira “a capovolgere l’ordinamento sociale e a scalzare gli stessi fondamenti della civiltà cristiana, facendo precipitare le nazioni in una barbarie peggiore di quella in cui ancora giaceva la maggior parte del mondo all’apparire del Redentore”. Mai definizione fu più condivisibile.

Oggi c’è bisogno di ricordare quel che accadde, poiché quell’ideologia che tanta morte e distruzione portò, è viva nei più cruenti regimi totalitari del mondo, che non son crollati insieme a quel Maledetto Muro. Ed è anche bene, per quel che riguarda casa nostra, capire da dove giunge quell’odio anticristiano e laicista che ancora, purtroppo, certa sinistra sbandiera con orgoglio.

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