Balotelli – Hellas Verona, si ritorna a parlare di razzismo?

di Giovanni Rea.

Siamo alle solite, dopo la manovra Segre si ritorna a parlare di razzismo.

Durante la partita tra l’Hellas Verona e Brescia un manipolo di tifosi gialloblù, dalla famigerata Curva Sud, avrebbero intonato dei cori razzisti e offensivi nei confronti di Balotelli.

L’ attaccante, dopo aver udito i “buuh” dei supporter veronesi, ha letteralmente preso il pallone con le mani e, dopodiché, con un potente calcio lo ha scaraventato verso di loro. Dopo tale azione l’arbitro, logicamente, lo ha espulso dal match. Sui social, sui giornali e in televisione inizia la “nuova bufera razzista”, tutti si scandalizzano, tutti si inorridiscono; come è giusto che sia. Il razzismo e l’odio sono una brutta bestia e non è assolutamente giusto propagandarlo, è giusto – quindi – colpevolizzare chi si macchia di atteggiamenti o di minacce verbali che richiamino il razzismo in tutte le sue forme.

Sul caso Balotelli, però, ci sarebbe molto da riflettere. Iniziamo col dire che il coro “buuh” non è assolutamente razzista o xenofobo ma esprime semplicemente un disprezzo verso un determinato soggetto o verso una squadra avversaria, il suddetto coro è utilizzato da anni e in molteplici occasioni – non solo quelle sportive – ma, stranamente, quando lo si canta ad un giocatore di colore come Mario Balotelli, si trasforma immediatamente in un comportamento da cattivi incivili razzisti.

Il coro razzista, caso mai, è emulare il verso delle scimmie ad un giocatore nero, cosa che non è stata assolutamente fatta durante l’ultima partita. Dopo gli accaduti è stata rilasciata un’intervista ad uno dei personaggi più noti della curva veronese, Luca Castellini, il quale afferma che gli ultras e i tifosi dell’Hellas Verona non sono assolutamente razzisti e portatori di odio ma, molto semplicemente, amano la goliardia e l’ironia.

Cosa giusta, in effetti. Nel mondo del calcio e delle curve esiste da sempre la goliardia; certo, non a tutti può piacere un determinato tipo di goliardia ma se si dovesse assecondare il volere di tutti allora trasformeremo lo sport – e non solo – in una cosa noiosa e banale. E in più hanno conferito un daspo della durata di quasi 11 anni (fino al 2030) a Castellini perché, per qualcuno, avrebbe espresso idee non tendenzialmente corrette sui social e per le strade.

Ricordiamoci che durante la partita Celtic – Lazio di qualche giorno fa è stato messo in bella mostra allo stadio, dagli stessi tifosi del Celtic, uno striscione che ricordava lo stemma delle brigate rosse proprio per denigrare la squadra italiana. Ma ovviamente in quella occasione tutti tacciono. La goliardia, per alcuni, la si deve usare solo a loro piacimento.

Durante la settimana è stato intervistato dalle Iene anche il giocatore protagonista della situazione, Mario Balotelli. La video intervista ci fa notare, alla fine, come l’attaccante del Brescia si rifiuti, con aria annoiata, di indossare una sciarpa dell’Hellas Verona (per pochi secondi, giusto il tempo di un selfie) di un ragazzo veronese che lo appoggiava e lo sosteneva in tutto e per tutto parlando anche male della propria squadra del cuore.

Per concludere: l’Italia non è un paese razzista, nessuno odia Balotelli per il suo colore della pelle. L’ attaccante, però, si è reso, nel corso degli anni, un po’ antipatico agli occhi di tante persone a causa del suo caratterino abbastanza prepotente. Non per forza gli haters di un individuo subsahariano gli sono contro per una questione di etnia. Smettiamola con tali affermazioni e con queste tematiche stile fine ottocento che sono ormai più che superate, fortunatamente.

Non dobbiamo cadere nella trappola del Grande Fratello di Orwell, non dobbiamo essere delle arance meccaniche.

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