Dalla caduta del muro di Berlino alla caduta dell’Europa: trentennale dalla fine del comunismo sovietico

di Leandro Castelli.

Sabato 9 novembre si ricorda la Caduta del Muro di Berlino, che dal 13 agosto del 1961 al 9 novembre 1989 divideva la capitale della Germania, ai tempi divisa in Germania ovest e Germania est. Il muro non divideva solo la Germania, ma l’Europa, all’Occidente c’era il blocco composto dalle influenze di Gran Bretagna, Francia e Stati Uniti d’America, mentre il blocco orientale era sotto l’egemonia comunista dell’URSS.

Sabato 9 novembre, a Milano, al Teatro Nuovo in piazza San Babila, Fratelli d’Italia ha organizzato un evento in ricordo della caduta del muro di Berlino, con intervento conclusivo di Giorgia Meloni.

Per la prima volta, a Milano, le sigle giovanili di Azione Universitaria, Azione Studentesca e Gioventù Nazionale parteciperanno attivamente alle realizzazione dell’evento, dando risalto e importanza al significato per i giovani ciò che è successo trent’anni fa.Francesco Rocca (Federale di GN Milano), Marco Alfonzo (Federale di GN Provincia di Milano), Andrea Fornelli (Coordinatore di AU Milano) e la Comunità di AS Milano, in esclusiva per GAD, ci spiegheranno l’importanza per i giovani e per queste tre sigle la caduta del Muro di Berlino:

Francesco Rocca (GN Milano): “Con la caduta del Muro di Berlino, noi ricordiamo anche la caduta del comunismo in Europa, che limitava la libertà. Oggi però, a trent’anni di distanza, abbiamo altri muri, astratti, che limitano la libertà, soprattutto quella dei giovani, come la disoccupazione giovanile, il politicamente corretto, come il globalismo, perché il porci tutti uguali ed etichettarsi, annulla la libertà e l’espressione dell’individuo.”

Marco Alfonzo (GN prov. Mi): “L’evento è importante perché va a rimarcare il muro per quello che realmente è, la sinistra intende come muro un qualcosa di fisico, che impedisce il passaggio di persone indesiderate, il muro come confine da abbattere. Al contrario, i muri, non sono altro che dei paletti ideologici che il progressismo ci ha messo in testa da anni e che ci impedisce di vedere il mondo per quello che è: il paletto dell’eurocrazia, il muro della globalizzazione e il muro sull’immigrazionismo, che ci impedisce di vedere e apprezzare il mondo nella sua diversità. I confini non sono dei muri, ma differenze che rendono questo mondo vario. L’Eurocrazia ci impedisce di vedere che il sistema dell’Eurozona è sbagliato perché schiavizza i popoli, la globalizzazione sta danneggiando il mondo e impedisce un normale svolgimento dell’economia di ogni paese, quindi schiavizzando i più deboli e sfruttando l’ambiente dell’Occidente.Il muro è un paletto ideologico, non è una barriera che tiene fuori le persone indesiderate, abbattere i muri ideologici ci permetterà di vedere l’altro con un occhio diverso e non come una persona da schiavizzare e lucrare con l’immigrazione, ma da aiutare, perché ognuno deve essere libero e avere la dignità di crescere sul posto nativo, nel posto della sua famiglia, nel posto in cui ama.”

Andrea Fornelli (AU Milano): “Per Azione Universitaria è fondamentale il ricordo della caduta del muro di Berlino, in quanto, come universitari, abbiamo il dovere di ricordare gli eventi e le ideologie che hanno portato solo male e divisione nella nostra storia.Il tema dell’odio portato avanti da determinate ideologie assume per, AU Milano, un’importanza ancora maggiore data dalla presenza, purtroppo ancora ingombrante, di movimenti comunisti, o comunque legati alla sinistra extraparlamentare, che vorrebbero chiudere la bocca di chiunque non la pensi come loro negli atenei Milanesi.”

Comunità di AS Milano : “L’abbattimento del Muro di Berlino fu, per gli studenti di allora, un evento generazionale fondamentale, perché arrivava al culmine di un desiderio di libertà e di un sentimento di fratellanza europea troppo a lungo repressi dal dominio Comunista. Esattamente come a Budapest trentatré anni prima, da tutta Europa arrivavano giovani pronti a ricucire quella ferita aperta dal Secondo Conflitto Mondiale. Celebrare oggi quell’evento significa inserirsi a pieno nella storia del nostro popolo, rivendicandone la piena sovranità in ragione della nostra identità italiana e, dunque, europea.”

Ringrazio i vari esponenti delle tre sigle per aver dato la spiegazione dell’importanza di questo evento e vi invito a partecipare a questo evento.

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