Berlino: perché il 9 novembre fu il “giorno del Destino” | CRONACHE DI STORIA

di Severiano Scarchini

Può sembrare strano eppure in Germania vi è una data che ricorre continuamente nel corso del XX secolo ed è quella del 9 Novembre.
Questo giorno in Germania è noto come “il giorno del destino” poiché nell’ultimo secolo ha visto susseguirsi radicali ed epocali cambiamenti.
Il 9 Novembre 1918 viene destituito il kaiser Guglielmo II e nasce la repubblica di Weimar destinata ad avere un ruolo cruciale nella storia tedesca, ma in negativo, visto che porterà all’avvento del nazismo ed alla II seconda guerra mondiale , le cui conseguenze lasceranno un solco indelebile nel cuore di ogni tedesco.
Sempre il 9 novembre ma questa volta 1923 viene sventato a Monaco un tentativo di colpo di stato ordito da Adolf Hitler ed il Feldmaresciallo Ludendorf, eroe dell’allora destra tedesca, e due anni più tardi saranno istituiti i tristemente celebri reparti delle SS.
Non finisce qui, sempre in questa data precisamente il 9 Novembre 1938 avrà luogo la notte dei cristalli ovvero il pogrom sancito dai nazisti a danno della comunità ebraica, che sarà ricordato come il primo atto che darà avvio all’orribile crimine dell’olocausto.

Tuttavia l’evento che è legato maggiormente a questa data, seconda la memoria culturale tedesca, ma non solo, è quello della caduta del muro di Berlino.
Da li a poco sarebbe caduta la DDR e quindi la tanto agognata riunificazione nazionale avrebbe avuto luogo, scandita come un ritmo musicale a suon di picconate nel muro,  quel vallo di difesa eretto contro un nuovo insorgere del fascismo, invece è diventato il simbolo più evidente della cortina di ferro e dei suoi oscuri segreti.
Isolare Berlino ovest, simbolo del capitalismo made in USA, divenne una necessita strettamente necessaria per la nascente repubblica socialista, dal momento che metteva fine alla costante fuga di cittadini ed al rapido dissesto economico che ne sarebbe venuto fuori.
Da quel 13 Agosto 1961 Berlino non sarà più la stessa, sarà divisa in due da uno spesso muro voluto da un regime oppressivo e tirannico che farà di tutto per immobilizzare i suoi concittadini  e renderli dei semplici ingranaggi di un sistema volto a raggiungere un’utopica ed impossibile uguaglianza.
Questa cortina così oppressiva e violenta, di cui non si conoscono ancora tutti i crimini , sarebbe presto implosa al suo interno come una bomba ad orologeria e le sue conseguenze si sarebbero protratte per ben 30 anni.


Dopo quel 9 Novembre nulla fu come prima in Germania tanto è vero che cominciò un vero e proprio turismo di massa mirato alla ricerca delle reliquie del muro, ma la voglia di normalità e di cancellare l’oscuro passato prevalse e così molti dei resti vennero sepolti, rimasero solo un paio di chilometri di muro e cinque delle 302 torri di guardia.
Questo però non ha diminuito l’afflusso sempre più consistente di turisti, ed allora le autorità decisero di lanciare un programma volta a riqualificare la zona del muro e rendere agibili le strutture ancora in piedi. Un’azione dal duplice risvolto visto che da un lato si continuava a ricordare quel simbolo del passato oscuro della DDR, dall’altro però si  voltava pagina dando sempre più lustro ai valori della democrazia.
Comunque per i tedeschi la riunificazione nazionale non fu una questione semplice, questo perché la Germania orientale aveva un’economia debole se messa a confronto con quella occidentale, questo fece si che si venne a creare un forte difetto di competitività tra le industrie tedesche occidentali e quelle orientali, il che portò al completo collasso delle seconde e quindi ad una forte disoccupazione attestata al 20%.
Da allora fino ai nostri giorni i tedeschi dell’ex DDR continuano a migrare verso ovest in cerca di fortuna ed un’occupazione migliore, portando ad un decremento di popolazione nei Lander orientali specialmente per quanto riguarda i professionisti altamente qualificati.
Ecco spiegato perché molti tedeschi sono divisi sul senso di riunificazione ed anzi quelli dell’est si sentono ancora abbandonati a se stessi e privi di una vera e propria identità.

Urge assolutamente ricordare loro che quell’evento così fondamentale nella storia mondiale non va visto in chiave negativa, anzi come una nuova possibilità di risorgere dalle ceneri di un secolo che ha visto la Germania perdere due guerre mondiali, essere occupata militarmente e per di più essere smembrata.
Sta dunque al popolo tedesco compattarsi e dimostrare ancora una volta la loro incrollabile forza di volontà e voglia di riscatto che li ha sempre caratterizzati e li ha portati a rivestire un ruolo di primo ordine sia nel bene sia nel male nella storia Europea.

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