Perché la scuola italiana così non va

di Emanuele Roccia.

La scuola italiana è quel posto in cui se il docente segnala violenze sui bambini viene punito, mentre se fa politica in classe viene elogiato. Entriamo nel dettaglio. Si tratta di una scuola in provincia di Pavia, in cui una maestra si accorge gradualmente di alcuni comportamenti strani da parte di una sua alunna, che tende ad isolarsi e a non socializzare. Dopo un po’ di tempo, nota segnali molto più preoccupanti, come dei lividi, causati dalle violenze del padre. Scopre addirittura che, nella notte, la bambina era scappata da casa per andare dalla nonna. Per questi motivi, vedendo che le sue segnalazioni alla preside non avevano prodotto alcun effetto, decide coraggiosamente di denunciare personalmente ciò che aveva visto ai carabinieri. Quindi, la docente viene sospesa per un giorno (non retribuito) dall’insegnamento, visto che era andata oltre il suo dovere. A differenza sua, tante altre maestre hanno preferito girare lo sguardo dall’altra parte, come nel caso di Cardito, in Campania, in cui Giuseppe, un bambino di 7 anni, è stato ucciso dalle percosse del patrigno e le sue maestre, che avevano notato i segni evidenti di quelle violenze, non fecero nulla. Sorprende vedere come chi, con coraggio, denuncia queste situazioni indescrivibili sia punito, mentre chi invece gira lo sguardo dall’altra parte, alimentando l’omertà all’interno della scuola e non solo, possa continuare a lavorare. Tutti vorrebbero più docenti che, come la maestra della provincia di Pavia, si occupino dei loro studenti, non solo dal punto di vista didattico, ma anche dal punto di vista umano. Ciò che fa rabbia è che questi ultimi vengano addirittura puniti, come se avessero compiuto un’azione negativa, mentre altri, che si comportano in modo ben peggiore, continuano a fare il loro lavoro indisturbati. Un esempio si può facilmente trovare nelle scuole superiori, in cui una buona parte dei professori non si fa scrupoli a fare politica nelle classi, anzi ne parla come se fosse qualcosa di naturale e legittimo, non solo esponendo il proprio punto di vista, ma cercando di inculcare negli studenti le proprie ideologie, guarda caso, di sinistra. Dovrebbero essere questi gli insegnanti da sanzionare, dal momento che approfittano della loro condizione di superiorità culturale per diffondere le loro visioni politiche, le quali dovrebbero rimanere sempre fuori dall’ambito scolastico. Insomma, è necessario attuare un lavoro di riforma dell’istruzione, anche perché la scuola italiana è considerata una delle migliori al mondo e bisogna far sì che lo sia non solo nella reputazione, ma anche nei fatti.

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