Berardo è morto. Forse, anche noi complici di questo annullamento della vita

Ci risiamo. Il triste addio alla vita di un giovanissimo ragazzo. È accaduto in abruzzo, nella mia bella regione, una zolla di terra a cui tutto possiamo dire tranne che si viva male. Ebbene sì, il tema è proprio questo. Berardo l’aveva detto, era stanco di quella vita, triste, succube di una società a cui lui non apparteneva.

Berardo R. un diciannovenne di Roseto degli abruzzi ha deciso di togliersi la vita lunedì 18 novembre lanciandosi da un ponte molto alto e non troppo lontano da casa sua. Il punto in cui ha deciso di volare per sempre è il ponte del Salinello, 110 metri di altezza, noto anche come ponte dei suicidi. L’aveva detto nel video che aveva pubblicato sul suo profilo Facebook prima di farla finita. “Mi lancio dal ponte del Salinello” ha detto “è bello alto così muoio sicuro”. Queste parole che ci fanno rabbrividire le ha pronunciate un ragazzo di 19 anni, giovanissimo, classe 2000 e impegnato in un tirocinio in cui come diceva nel video diventato virale in pochissimo tempo, non lo pagavano perché appunto era un tirocinio formativo.

Berardo era stanco della vita che faceva. Sei ore al giorno al lavoro e poi a casa, nel weekend con gli amici e tra una birra e l’altra anche uno spinello per sballarsi per bene. Era questa la sua vita, ma è la vita di milioni di ragazzi italiani che escono il sabato sera e frequentano le discoteche. La stessa vita di Berardo la facciamo tutti, chi più e chi meno, tutti frequentiamo locali, beviamo e magari ci facciamo anche una canna.

Ci risiamo. Torniamo di nuovo a parlare di questo fenomeno triste e così sconvolgente che ci toglie il respiro. Siamo di nuovo seduti sul nostro divano e leggendo le notizie ci chiediamo perché questa società stia andando verso un punto di non ritorno. Stiamo toccando il fondo, ma ci stiamo arrivando senza possibilità di risalita perché le braccia che vorrebbero aiutarci non le stiamo nemmeno guardando. Siamo coinvolti in questo tornado anti-valoriale e contro tutti i principi portanti della vita che lentamente stanno svilendo la nostra qualità di vita. Le colonne portanti della nostra idea di società sono state abbattute, Dio inesistente, la Famiglia distrutta e la Patria… “La Patria? Quella fa schifo. La bandiera? Ci piscio sopra” sono realtà che sentiamo dire dai giovanissimi ogni giorno sempre di più. Ed eccoci qui, siamo coinvolti anche noi nella tempesta che sta abbattendo tutte le nostre barriere di riferimento. La società liquida ci risucchierà e saremo presto persone senza identità, senza voglia di fare, senza ambizioni e pronti a dire basta a un dono che nessuno prima avrebbe mai pensato di lanciare nell’eterno buio.

Ciao Berardo, probabilmente anche noi siamo complici di tutto questo!

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