La crisi delle democrazie (parlamentari) europee

È un dato di fatto, inutile nascondersi, le democrazie europee stanno entrando in crisi, una dopo l’altra, come una malattia virale che infetta le cancellerie del vecchio continente.

In Spagna si è votato 4 volte in 4 anni, e nessun governo si è mai formato, nessuno ha mai avuto una maggioranza tale per formare un esecutivo in grado di mettersi al lavoro per i problemi del paese. Se a questo aggiungiamo che il premier in carica per gli affari correnti, il socialista Sanchez, è arrivato li con una “Mozione di censura” parlamentare. Comprendiamo come la situazione più che complessa

In Francia Macron governa con una maggioranza ampia solo perché la legge elettorale transalpina penalizza in modo “Clamoroso” la Le Pen (che con il 20% ha meno di dieci deputati) oltre alle proteste dei Gillet gialli che hanno scosso la Francia nel 2018.

In Austria si è votato per due volte in pochi anni, la prima consultazione (2017) aveva portato ad umo stabile governo di destra guidato dal popolare Kurz, in coalizione con i sovranisti dell’FPO e dopo pochi mesi (a ridosso delle elezioni europee) sono stati pubblicati video compromettenti per il leader sovranista, Provocando la caduta del Governo.
Le successive elezioni del 29 settembre hanno scombussolato il panorama, e all’alba di governo non hanno ancora un governo.

In Germania il dominio della Merkel sta diventandone un castello di carte. Non controlla più la CDU, governa con i socialisti, ma nel paese gli unici partiti a crescere sono i sovranisti di AFD e i verdi (stanno toccando quota 20%) crescita che lacera da fuori la debole tenuta del governo.

In Belgio manca un governo da quasi un anno, in Olanda c’è una maggioranza senza voti al senato, in Svezia abbiamo un governo di minoranza, in GB si voterà a breve (ed in controtendenza, I conservatori avranno una maggioranza schiacciante)

Ultima, ma non stabile politicamente, è l’Italia
L’elezione del 4 marzo 2018 avevano visto i 5stelle sfondare con il 33% e la Lega di Salvini sfiorare il 20%. Scenario che ha portato al chiacchierato governo giallo-verde, caduto nel pazzo agosto 2018, ed al successivo esecutivo (altrettanto bizzarro) tra PD-M5S
Ultima maggioranza di govermo che, come dimostrato da numerose elezioni locali, non è maggioranza nel paese. Provocando un malcontento dilagante. Però. L’Italia è l’umico paese, ed in questo siamo dei maghi, che ha un movimento (con idee sovrapponibili a quelle della maggioranza di governo) in protesta contro il leader dell’opposizione.

Persino nell’UE non abbiamo una commissiome operativa, con la VDL in piedi per 9 voti e con una maggioranza di sconfitti costruita con lo schock e la vinavil. A testimonianza delle divergenze, la commissione VDL doveva essere votata il 1°Novembre. Siamo quasi a dicembre, e nessun voto. Houston abbiamo un problema

Una situazione che porta ad avere ministri operativi, ministri deboli, ministri che ai vertici europeo partecipano senza alcuna leggimità politica e senza visioni per il futuro.

Sia chiaro, non siamo nel 1920 (e se qualcuno ha dubbi si legga l’Ultimo libro di Bruno Vespa) ma la situazione è delicata. C’è uno scostamento tra il palazzo e la percezione del popolo, i meccanismi della democrazia non stanno più nella dinamicità del mondo in cui ci troviamo, un mondo che nel 2018 vede i 5stelle al 33% e nel 2019 la Lega al 40%, un mondo in cui si confonde finzione e realtà, un mondo bisognoso di nuove soluzioni e nuove forme di governo che concilioni la partecipazione popolare e la stabilità di governo


Share This:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *