Pino Rauti: per una destra nazional-popolare

di Emanuele Roccia.

In una roccaforte rossa come l’Emilia-Romagna, chi meglio dell’ideatore dello sfondamento a sinistra può indirizzare la destra alla vittoria? Le idee del segretario missino Pino Rauti sono più attuali che mai. Infatti, è necessaria, oggi come ieri,  la presenza di una destra sociale che sappia parlare al popolo e ai lavoratori, come faceva Rauti, che si opponeva al capitalismo, non meno di quanto si opponesse al comunismo. Da qui, la sua continuità ideale col fascismo, specialmente quello repubblicano, da lui considerato come “il sole dei poveri”, riprendendo alcune proposte come la ricerca di una terza via e la socializzazione delle imprese. Nonostante ciò, non lo si può accusare di essere stato un nostalgico, anzi, a chi gli rivolgeva questa accusa, rispondeva che un albero non può avere nostalgia delle proprie radici. Infatti, la sua visione politica era molto orientata al futuro, desiderava una destra che fosse alternativa al sistema, per questo non ebbe paura di denunciare il neocolonialismo di alcune potenze occidentali in Africa, causa dell’immigrazione di massa, prevista con impressionante lungimiranza da Rauti. Così come la sua strenua opposizione al liberal-capitalismo e alla finanza, infatti, in una mozione congressuale della sua corrente si afferma: “L’ipoteca, con il capitalismo moderno, del potere economico sul potere politico ha reso gli esseri umani solo consumatori, del tutto strumentali agli interessi dei grandi gruppi finanziari supernazionali”. Anche per quanto riguarda la politica estera, le sue idee erano all’avanguardia, basti pensare alla sua frase, tratta dalla conclusione del suo libro “Le idee che mossero il mondo”, in cui scrive: “Mancano le idee-forze per l’Europa vera, che non sia americanismo e non voglia di diventare Russia, che rifiuti la livrea del colonialismo yankee o la rozza casacca dell’egualitarismo sovietico.” Anche sulla questione dell’ambiente, Pino Rauti pose la sua attenzione, scardinando lo stereotipo secondo cui l’ambientalismo è di sinistra, così come sulla cultura, infatti invitava i militanti del suo partito a studiare di più e sosteneva, come dichiarò in una delle sue ultime interviste, che non si potesse fare politica a buon livello, senza riferimenti ideali e culturali complessi e massicci. E poi, lo sfondamento a sinistra, l’intuizione che, dopo il fallimento del comunismo, la destra aveva l’opportunità di togliere alla sinistra il monopolio dei temi sociali, ponendo attenzione ad alcune categorie svantaggiate della società, infatti si afferma in una sua mozione congressuale: “Parlare a sinistra significa far capire ai contestatori che la vera rivoluzione è la nostra”. Insomma, ciò che Pino Rauti ha rappresentato e rappresenta tutt’ora è un grande patrimonio di idee, che non deve essere dimenticato o archiviato, anzi dovrebbe essere rivalutato dalla destra di oggi, che ha ancora bisogno di un risvolto sociale ed anti-sistema, anche per raccogliere consensi da elettori che sono sempre stati di sinistra, come in parte sta già facendo. E per chi, oggi come ieri, non riesce a comprendere a fondo le sue tesi, dal momento che si trovano al di là dei confini della destra conservatrice, si può rispondere con una sua frase pronunciata in un suo discorso congressuale: “Delegati, vi si chiede un grammo di utopia: d’intelligente, lucida e razionale utopia”.

Share This:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *